Zaccheo “si sceglie”, i leader del centrodestra prendono atto della propria inutilità
4 Agosto 2021Comanda chi determina gli eventi, non conta nulla chi li subisce. Oggi il centrodestra a Latina ha portato se stesso alla resa incondizionata: non conteranno nulla Durigon, Fazzone, Calandrini e… mettete chi chi vi pare.
Torna Vincenzo Zaccheo: in 10 anni la destra pontina non è riuscita a trovare un suo sostituto. Mortificante. Una sconfitta senza precedenti di una intera classe dirigente. Zaccheo, naturalmente fa il suo, se non hai trovato altri nuovi giochi con Jose Altafini che almeno ha giocato.
Praticamente gli alunni dopo aver avuto il tempo di finire l’università si ripentano con la cartellina e i regoli dal vecchio maestro e gli chiedono di “insegnargli le aste” .
La competizione a Latina diventa non politica, ma personale. Le prossime elezioni stanno alla politica come la corsa dei 100 metri con due che hanno più fiato, qualche comprimario, ma è corsa personale non esperienza collettiva.
Studiai da studente universitario storia dell’America Latina. Ci spiegarono che lì, in America Latina, non c’è la politica delle parti ma ci sono i caudilli, che nei loro ambiti fanno politiche personali. Li si vota non per parti ma per amicizia, conoscenza, vicinato, frequentazione.
Sarà così a Latina tra un ciclo politico da continuare (quello di Coletta) e uno da riprendere (quello di Zaccheo). Ancora valanghe di vecchio e nuovo, di onesto e disonesto. Intanto Panorama è andato via, la Corden Pharma licenzia, Morbella se non chiude male campa, il centro storico è un deserto, il teatro, la biblioteca, l’intermodale sono tutti chiusi. Ma si parlerà non di questo ma di vecchio e nuovo,, di cacciate dei mercanti dal tempio di Gerusalemme, di Latine e Littorie. Una campagna anagrafica.
Prosit, mettiamo che questa città sia un uomo:
E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore, della propria sopravvivenza quotidiana, e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
Giorgio Gaber, Qualcuno era comunista



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