E se oggi Gianfranco Compagno fosse qui, e se fosse andato alla camera ardente di Antonio Pennacchi

E se oggi Gianfranco Compagno fosse qui, e se fosse andato alla camera ardente di Antonio Pennacchi

4 Agosto 2021 0 Di Maria Corsetti

Camminavo sulla spiaggia alle otto di ieri sera quando mi ha telefonato mia cugina Patrizia per darmi la notizia della morte di Antonio. Da quel momento ho pensato di scrivere su di lui, ma cosa scrivere, io che lo ammiravo. Qualche rara volta che Antonio ha provato a litigare con me l’ho guardato talmente soddisfatta e onorata di tanta attenzione, che l’ho smontato del tutto e da allora mi ha sempre sorriso.

Quindi per scrivere in queste ore chiederò in prestito una penna da cielo. L’ultima volta che ho visto Antonio è stato al funerale di Gianfranco Compagno. Oggi io sarò Gianfranco che restituisce la visita.

Maria Corsetti

 

Caro Antonio,

sono Gianfranco Compagno e ieri sera sono stato uno dei primi ad avere la notizia della tua scomparsa. Ho passato queste ultime ore a tirare fuori gli articoli che ho scritto su di te, le nostre foto insieme, a rileggere tutte le mail e i messaggi che ci siamo scambiati, lo sai che io conservo tutto. D’altra parte, oltre che un amico, sei anche un Premio Strega e te lo sei meritato. Potevi scrivere di più su Aprilia, un bel romanzo e avresti vinto lo stesso, però va bene anche così. Tu lo sai che io sono sempre stato in prima fila alla presentazione dei tuoi libri e ho sempre controllato l’organizzazione e fatto notare se qualcosa non andava. Quindi questa cosa te la devo proprio raccontare. Stamattina, alle 11.33, mi arriva il comunicato stampa del Comune di Latina che mi annuncia che la tua camera ardente sarà allestita dalle 15.30 alle 21.30 di oggi, mercoledì 4 agosto. Antonio, mi conosci, inutile che ti dica che sono partito da Aprilia alle 14.30, in maniera tale da essere puntuale, anche perché prevedevo una certa congestione del traffico in centro a Latina. Temperatura segnalata 31 gradi e 32 la percepita. Un po’ nuvoloso e ho pensato per fortuna. Mi sono preparato come sempre, con la camicia stirata e il mio papillon e la giacca. Lo avrei fatto comunque, ma mi sembrava anche un omaggio a te. Non si dice mai, ma sei sempre stato molto elegante e curato. Avevo il mio registratore, il mio taccuino, il mio telefono telecamera e la macchina fotografica al collo. Sono entrato a Borgo Piave alle 14.55. Te lo dico tanto per dire, ma una tua foto all’ingresso della città me la sarei aspettata. Il sindaco Coletta ha messo per domani il lutto cittadino, ma era bello ricordarti anche oggi. Alle 15.10 ero già a Piazza San Marco e ho trovato subito parcheggio. Ho pensato subito di aver sbagliato indirizzo. Il portone del museo era chiuso, non c’era un cartello. Forse si entra dal retro, mi sono detto, dall’Arena Cambellotti, forse a Latina lo danno per scontato, devo chiamare l’addetto stampa e farmi sentire. Prima però voglio trovare Antonio, mi sono detto. Sono andato sul retro e anche l’Arena era chiusa e non c’era nessuna traccia di niente. Sono tornato in Piazza San Marco già piuttosto irritato, con un caldo asfissiante e ho visto una cosa che mi ha fatto proprio incazzare. Sì, tra di noi posso anche usare questa parola, incazzare. Ti vedo una macchina parcheggiata con un cartello sul cruscotto “Rai – Radiotelevisone italiana”. Ecco scoperto l’arcano, è arrivata la Rai e come al solito gli danno la precedenza, arrivano una volta ogni dieci anni e hanno tutti i privilegi. Sicuramente stanno dentro al museo a fare le riprese prima degli altri. Però che senso c’ha tutto questo, le riprese sono belle se c’è anche gente intorno. A proposito, nel frattempo inizia ad arrivare la gente. Si guarda intorno, va a vedere il cartello che c’è al museo, che riporta gli orari di apertura del museo quando non è camera ardente. Fa il giro dell’isolato per controllare che non si entri dal retro e torna perplessa. Dico, ma non è che è arrivato un altro comunicato del Comune che dice qualcosa? Controllo la posta, principale, promozione, aggiornamenti e spam. Non c’è niente. Arrivano due tizi e una tizia, aprono la macchina della Rai. Chiedo, scusate, ma sapete niente di quando apre? Stanno sfiatati di caldo anche loro e piuttosto perplessi. “Hanno detto che si apre alle 17.30”. Antonio, tu mi conosci. Due ore di ritardo e nessuno mi avvisa. Controllo sul sito del Comune di Latina e non c’è scritto niente. No Antonio, le cose non si fanno così. Diglielo. Ad Aprilia non sarebbe successo. E avresti avuto la tua foto all’entrata della città. Ma niente, tu preferivi Latina. Eccoteli qua i tuoi fascicomunisti. Sto finendo di scrivere, si sono fatte le 16.30. Arriva, finalmente, dopo che mi sono fatto sentire, il nuovo comunicato del Comune di Latina:

Nuovi orari di apertura della camera ardente di Antonio Pennacchi.

Oggi, presso il Museo Cambellotti, dalle 19.00 alle 22.30 e domani dalle 8.30 alle 10.00.

Si comunica che la camera ardente di Antonio Pennacchi, allestita presso il Museo Civico Duilio Cambellotti, in Piazza San Marco, aprirà al pubblico questo pomeriggio alle ore 19.00 e chiuderà alle 22.30.

Sarà inoltre aperta anche nella mattinata di domani dalle ore 8.30 alle ore 10.00.

Alle ore 10.30 saranno celebrati i funerali nella cattedrale San Marco.

 

Si sono resi conto che alle 15.30 fa caldo e che tutto sommato si poteva aprire anche domani mattina, visto che la chiesa è a dieci metri. Torno domani mattina direttamente, torno ad Aprilia a leggere la nostra vita trascorsa tra scazzi e riconciliazioni. Ci volevamo bene, chissà chi ce ne ha voluto ancora e davvero.

Gianfranco Compagno

 

Nella foto di copertina: l’entrata del Museo Cambellotti alle 15.30 di oggi pomeriggio (mercoledì 4 agosto).

Per la foto di Compagno e Pennacchi si ringrazia Il Giornale del Lazio