Cronaca di un bagno tra Rio Martino e Caportiere in un giorno di mezza estate

Cronaca di un bagno tra Rio Martino e Caportiere in un giorno di mezza estate

5 Agosto 2021 1 Di Lidano Grassucci

Vado al mare con passo di campagna, vado al mare che debbo avere qualche montagna da guardare. Per me, pigro, il mare che non sta fermo mai è una grande stanchezza solo a guardarlo. Ci vado piano, cerco di starci poco, poi lo rispetto perché è grande come il mare e non si sale ma si cerca di remare, in piano se non c’è l’onda.

Non ho marine, non ho porti, ma la duna che si fa amare dall’onda, il sole che invidiando quell’amore picchia su ogni amante. Vado al mare in un pezzo di mare che separa due canali che hanno la pretesa di volersi fare il bagno al mare, dietro un lago che da millenni non decide se essere mare che si muove o terra ferma.

Vado tra Capoportiere e Rio Martino, parco nazionale del Circeo. E, non c’è quasi nessuno, ha un’aria così lusitana, ha una malinconia argentina, un’ idea sfrontatamente africana. E’ selvaggio ma senza selva, è un filo di sabbia tra il mare e il lago, come un ponte lungo, lungo, così silente.

L’acqua? Traspare, si poggia sulla sabbia e poi torna indietro. La sabbia si scioglie all’onda che sbatte, poi “intosta” e fa gradino per fermare quell’impeto assassino. Qui le signore camminano sul bagnasciuga per far dure le gambe, i signori cercano di nascondere le pance e ragazze impertinenti fanno prepotenze ai ragazzi che si sentono padreterni ma sono ancora bimbi nelle loro paure e non capiscono le loro avventure.

Qui è un pezzo di un mondo che c’era e ti aspetti che dal mare esca un mostro marino ma erbivoro, non cattivo, che magari venga qui per non sentirsi solo ad agosto, forse solo come me.

Stamane l’acqua era pulita, la maga dormiva e il sole non era il cafone che è e ogni tanto si faceva far l’ombra dalla nuvola.
Insomma si poteva fare di stare in mezzo al mare. In questa Africa di Latina così libera e dietro non c’è il quadro e squadro di terribili geometrie di geometri al primo incarico o incaricati da mostri del ‘900. Qui ogni arbusto ha per legge il vento, il mare e il sole il resto è niente.

 

Foto di mercoledì 4 agosto Rio Martino Latina