Coletta-Zaccheo, i nodi della disfida con fuso orario di Sidney
7 Agosto 2021Naturalmente la candidatura di Zaccheo fa a due la sfida che, sino ad ora, era ad uno. Coletta perde il vantaggio di cantarsela e suonarsela. Ma? Primo effetto Zaccheo è l’anticoletta, il resto è folklore.
I PEZZI PERDUTI
Poi Zaccheo rappresenta un percorso interrotto 10 anni fa, ma dieci anno fa ad interromperlo furono non gli “altri” ma i suoi. Calvi, Calandrini, Tiero e… si ravvedranno come San Paolo sulla via di Damasco o resteranno sulle loro coerenze? I neo, meglio, le neo aspiranti candidati sindaco Celentano e Miele che faranno? Giocheranno o si ritireranno indignate? E gli elettori moderati di Forza Italia saranno disposti ad accogliere l’ennesima estremizzazione della offerta politica della propria parte? Chi sarà disposto a mettersi in lista?
Zaccheo sicuramente punta ad un elettorato polare davanti ad un Coletta che si è “ridotto” ad una espressione piccolo borghese, urbana, un poco presuntuosamente pennacchiana di sinistra (che è un ossimoro). Coletta ha perso molti pezzi del movimentismo originale, pezzi anche cari, per presentarsi come un movimento di gestione delle cose. Insomma è un giacobino che si è fatto monarchico, non ha più i sanculotti dalla sua ma tanti che sanno mangiare la banalità pontina. Pecca di fantasia perché non ha più giocatori fantastici.
IL TEMPO E IL NEMICO NELLA ESPERIENZA DELLA STAFFETTA 4X100
Entrambi non innovano ma “nostalgicano”. Coletta i suoi 5 anni trascorsi, Zaccheo i 10 che non c’è stato. Nessuno dei due pensa a domani a rompere la banalità cittadina: le differenze sono di orologio, calendario, non di sostanza. Uno ha liberato il tempio dei mercati, l’altro ha vaccinato dal virus di 70 anni di democrazia cristiana. Hanno tutti il nemico, ma la politica si fa fidandosi dell’amico come ha detto Fausto Desalu uno degli atleti della staffetta azzurra dei 100, medaglia doro “devi fidarti dell’altro”. Non si corre contro qualcuno come fanno i due sindaci (in carica e no), ma si corre per qualche cosa. Non si consumano vendette, ma vedute di domani.
L’ INDIFFERENZA CULTURALE FONDATIVA
Qui Zaccheo ha già vinto. Coletta in 5 anni non è riuscito ad uscire dal modello culturale di Littoria tracciato fa Finestra-Cappelletti con la letteratura astorica di Pennacchi (santificato alla sua morte e non laicamente messo al centro di un dialettico confronto culturale). Coletta ha tenuto chiuso il democratico teatro di Corona, ma ha aperto il nostalgico museo a Cambellotti. Zaccheo qui gioca come fa il leone nella savana, è tema suo, incontrastato, a cui somma quel sentire di destra che sta nella sua storia politica. Poteva cambiare modello Coletta, si è adeguato, ed ora tra la sua copia e l’originale…
L’ECONOMIA IGNORATA
Chiude Panorama, Morbella sta tacca tacca, il centro storico è vuoto. Il commercio è anima della città, sono le luci accese nella vie, la gente che passeggia. Sono il tempo libero da vivere collettivamente. Coletta ha continuato le “chiusure” della Destra, la destra aveva chiuso. Il commercio è profitto, è liberalità, sia la destra sociale, sia i piccolo borghesi impiegatizzi di Coletta lo leggono come “speculativo” e quindi restano indifferenti alle tante chiusure e alle poche aperture. Per tacere della crisi industriale, ieri Coletta è andato alla Corden Pharma in zona cesarini, ma la crisi non è di quell’impianto ma di tutto il comparto farmaceutico che sta alla vigilia di maxidismissioni per trasferire le nostre produzioni (a bassa ricerca e tecnologia) in India. Ma di questo non si parlerà
IL COMUNE IMMOBILIARE
Zaccheo comperava immobili, Coletta compera immobili. Per farci cosa? Dettaglio, l’importante è avere le case, non le famiglie da farci vivere dentro. Il Comune ha: il mercato annonario, vuoto; il garage Ruspi, vuoto; Icos, vuoto e in rovina; cittadella giudiziaria, vuota e in rovina: Teatro comunale, vuoto; Intermodale, vuoto e in rovina; ex Procoio, dimenticato; ex consorzio agrario, ospita in condizioni incredibili il mercato annonario in una piccola parte; la biblioteca comunale, provvisoriamente chiusa per pochi giorni sono passati due anni; il mercato dei cocomeri di Borgo Gratta, vuoto; l’ex mattatoio di Chiesuola. Ma continuano a comperare: ora ci sarà a disposizione, ma vuota, la Banca d’Italia. Tra i due non c’é alcuna differenza.
IL COMUNE SOLO
Il comune è capoluogo di provincia, ma non lo sa. Sermoneta ha fatto il piano trasporti con Cisterna ed Aprilia. Latina non si è degnata neanche di andare a vedere. Sta nel Parco nazionale del circeo, dal 1932 ad oggi di parco in comune di Latina non si è mai parlato. Latina (non littoria) ha il suo centro storico naturale nei lepini, nessun tentativo di integrare i servizi è stato neanche mai pensato. L’università ha sedi a Latina, Terracina, Cisterna, mai pensato di creare un interlocutore territoriale unico con La Sapienza.
Il mio lavoro è questo dire le cose, come diceva Pietro Nenni: “fai quel che devi accada quel che può”.
Resta un combattimento che si svolge oggi alle olimpiadi di Tokyo, ma doveva essere fatto in quelle di Rio De Janeiro, era un titolo non assegnato di una disciplina che non ci sarò comunque nell’olimpiade prossima.


