Aggiungila

Aggiungila

6 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Aggiungila, aggiungila l’idea nuova a quella vecchia. Aggiungila, non sottrarre mai. Togliere è ingeneroso, togliere dalla vita è criminale. Aggiungere anche davanti a chi ti dirà che per il tuo bene è meglio togliere, ridurre, semplificare, cancellare.  Aggiungere è fare una strada differente da quelle già fatte e imparare un altro viaggio. Aggiungere è cercare occhi altri dai propri per cambiare il tuo modo di vedere comprendendo altro vedere e non obbedendo a sapienze ignoranti che ripetono senza aggiungere.

Aggiungila la vita del libro che leggi, la vita del signore che ti racconta cose che non vuoi sapere ma una volta conosciute non pensi sia stato inutile.

Aggiungila una stanza ai tuoi pensieri dove riponi le cose che ti avanzano, che pare siano incerte alla certezza di oggi ma ti aiuteranno al dubbio di domani.

Aggiungila la fotografia di un altro mare così eguale al tuo ma tanto diversa da farti immaginare un altro lido ancora.

Naturalmente verranno a spiegarti il giusto e l’infame, la necessità impellente di un dovere referente con conseguente abbandono delle cose inutili alla corretta vita. Aggiungila la vita corretta a quella scorretta, contaminala falla impazzire la retta via.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Vi immaginate se avesse tolto e non aggiunto? Il viaggio sarebbe finito lì nella paura e non corso lungo tra inferni, paradisi e purgatori per mille anime diverse, nessuna banale.

Invece provi, riprovi, ti domandi e incontri. Madri premurose avrebbero, allarmate, chiesto di desistere “per amore non andare c’è inferno e disperazione”. Ma lui sapeva che c’era da scoprire l’animo umano e non la gretta gelosia di madre ingenerosa. Poi gli amici che ti implorano “stai qui che lì ti bruci, incontri cattive persone”. E non sapranno mai che i diavoli sono stati angeli che hanno invertito il volo, e gli angeli possono cambiando rotta essere malati anche loro.

Bussano i messi della santa inquisizione, i santi della verità, ma non apro sto giocando a carte con i demoni della fantasia e sono tipi interessanti anche se barano con l’asso, ma io non sono da meno e ci beviamo sopra, cantando poi la canzone che ama il vino.

Appoggiato sulle braccia, dietro al vetro d’un bicchiere
Alza appena un po’ la faccia e domanda ancor da bere
I rumori della strada filtran piano alle pareti
Dorme il gatto sulla panca e lo sporco appanna i vetri
Cade il vino nel bicchiere, poi nessuno più si muove
E non sai se fuori all’aria ci sia il sole oppur se piove
E quell’uomo si ricorda e, per uno scherzo atroce
Quasi il vino gli dà forza, l’illusione gli dà voce
Francesco Guccini, L’ubriaco
E come non spiegare che se è divino l’ubriacarsi di luna, di pensieri, mai di come eri ieri e sempre per la cattiva strada
Sui viali dietro la stazione
Rubò l’incasso a una regina
E quando lei gli disse “Come”
Lui le risposte “Forse è meglio è come prima
Forse è ora che io vada”
E la regina lo seguì
Col suo dolore lo seguì
Sulla sua cattiva strada
Fabrizio De André, Sulla cattiva strada
Foto: Claude Monet, La strada per Veetheuil