Contrordine camerati: la frase Zaccheo sindaco era da intendersi “forse si, “forse no”, “stamo a vedè”

Contrordine camerati: la frase Zaccheo sindaco era da intendersi “forse si, “forse no”, “stamo a vedè”

7 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Nulla è certo a destra, ma questo lo si sapeva dalla storia dello “spezzare le reni alla Grecia” e la Grecia ci “invase”. Ma ora a Latina siamo ad una farsa di Georges Feydeau. Quello degli equivoci con il gioco delle porte e improbabili incastri del destino.

Allora: Vincenzo Zaccheo era certo, granitico. Si partiva fatta. A Roma avevano lasciato perde l’impero per convergere si Zaccheo. Il tutto dopo mesi di tavoli, tavolini, e tavolette (comprese quelle di cioccolato).

Deciso… certo come le tavole della legge. Poi entriamo nelle vignette di Giovannino Guareschi che prendeva in giro i granitici comunisti con il famoso “contrordine compagni”

Lui avrebbe scritto: “Contrordine camerati, la frase detta dei podestà che era candidato podestà Vincenzo è da intendersi: non lui sarà candidato sindaco ma che la sua candidatura esiste”. Quindi se prima si erano incazzati: Carnevale, Calandrini, Calvi, Miele, Celentano ora sta incazzato pure Vincenzo Zaccheo. Un capolavoro, una genialata assoluta. Dicono che adesso avrebbero chiesto a Paolo Finestra, persona serissima, di partecipare ad una giostra a dir poco poco seria. Come mettere alla guida di un circo di pagliacci il direttore del Cern di Ginevra.

Ma tanto, tutto e più di tutto.

Questa è la più grande tempesta in una goccia di saliva mai conosciuta.

Tra poco sceglieranno il candidato, a ottobre si vota, ma non troveranno più gli elettori diciamo un poco schifati della loro “non parte politica”.

 

Nella foto una vignetta di Giovannino Guareschi