Ricordo dedicato a mio padre. Si chiamava Antonio (Gattino) avrebbe avuto 90 anni
8 Agosto 2021Beh, questa è storia di famiglia. Della mia. 90 anni fa nasceva mio padre si chiamava Antonio (detto Gattino) in questo giorno d’afa. Sarebbe potuto esserci oggi, invece si è fermato tanto prima, troppo. Ma così vanno le cose. Naturalmente non ha fatto grandi cose incredibili, non era manco uno stinco di santo, per nulla dentro schemi che non fossero i suoi. Era un uomo mio padre, uno di quelli che stava per conto suo, che pensava per conto suo, che non faceva mai la strada diritta ma su quella storta indugiava. Era rigoroso a modo suo nella morale che aveva, ma il caso volle che era tutta sua.
Aveva il vizio che i geni di nonno, suo padre, gli avevano dato: se non beveva, se non sentiva l’amore che ha il vino per le storie, non era di società, era per conto suo. Ma se il passo era con il bicchiere si faceva attore, sceneggiatore, regista della storia presente. Altrimenti? Non parlava, stava da solo con se stesso per ore ed ore, giorni e settimane. Come se avesse tempo infinito, e invece finiva ogni giorno un poco di più. Se, dico se, la sera usciva da se stesso e si presentava al tavolo con gli amici e nessuno forzava ma la cosa andava come doveva si faceva ras del tavolo, dominatore estremo di ogni conversazione… quelle degli uomini, tutti di un pezzo spezzati solo dal vino.
Poi… poi tornava alla sua malinconia, chiuso che non diceva niente di niente. Chissà cosa aveva in testa, chissà cosa gli passava per la testa. Non dava retta a nessuno, il mulo era meno testardo di lui.
Sono stato al suo fianco forse poco, parlato niente, forse meno. Non diceva, non insegnava con la parola, ma i suoi gesti erano come segni su di una lavagna di scuola. Non aveva idea del giusto o dello sbagliato e sbagliava ma non si pentiva mai.
Faceva una strada che lo riportava a casa, la strada ha due madonnine all’inizio e alla fine, lui non andava in chiesa ma ogni volta le salutava. La prima per chiedere speranza alla via, la seconda per ringraziare della grazia di aver fatto la via.
Gattino aveva tanti amici, era uomo di allegria davanti al destino, ma io so bene che era un uomo segnato dalla sua personalissima malinconia, dal suo stare solo con lui per ore, ed ore, giorni e giorni. Senza dire niente, niente di niente e forse di meno. Del resto suo padre non era poi diverso. Come se ci fosse un disegno perfetto nel seguire il tempo di un orologio grande che segna le vite e non il tempo.
Aveva occhi azzurrissimi, era gentile, era fatto come era fatto e non chiedeva mai niente.
L’ho ricordato perché fino a che lo ricordo è presente, poi non ci saremo per niente. L’ho ricordato perché forse oggi di 90 anni fa anche mia nonna nell’essere madre fu orgogliosa e da allora non lo dimenticò, e mio nonno di nascosto forse pianse. Ma sono cose che non posso dirvi, perché per noi ultimi di questo mondo non c’è la parola “felicità” e quella di “possibilità” è difficile da prendere.
E arriva il tempo del silenzio, per ore ed ore, per giorni per settimane.
90 anni fa in questo giorno nasceva mio padre, si chiamava Antonio, amava i cavalli, i gatti ed ha vissuto.


