Ciao Loreto Domizi, ciao “rocchitto” e tu sai perché
12 Agosto 2021Lui in bicicletta, io a piedi, strade del centro. Io “ciao compagno rocchitto”, lui di rimando “ciao camerata”.
Era di Roccagorga come “denunciava il suo nome, io di Sezze come denuncia il mio. Lui di destra, consigliere comunale con Finestra, io di altro avviso, ma completamente ma eravamo e simao umani, che questo gioco è nadato avanti anni. Ho saputo della scomparsa di Loreto Domizi da un saluto, a modo suo di Ferdinando Parisella e le immagini di lui così mite in questo tempo nervoso mi sono passate davanti. Io non posso salutarti come fa Ferdinando, non condiviso quel saluto che vi fate dicendono “presente” quando è assente la vita, ma credo nel diritto di ciascuno di salutarsi con il suo cuore, il suo credo, la sua illusione fosse anche quella sbagliata.
In questa piana che gli antenati miei e tuoi hanno vissuto nell’acqua nascono passioni dure come le querce, io oggi ti saluto con il rispetto che devo a uno che ha creduto perchè credendo capisco l’infamia dei senza credo.
Ti saluto compagno Loreto, rocchitto e saluto l’uomo che sei stato. La vita si combatte, in vita, dalla propria trincea. Ma dicono che un Natale, quello del 1914, durante la prima guerra mondiale soldati di diversa divisa uscirono dai buchi in cui erano e cantarono insieme lodi ad un signore che bestemmiavano sotto terra. Quel giorno erano solo ragazzi, come noi Loreto che eravamo solo ragazzi e abbiamo ballato insieme nessuno ammainando mai la propria bandiera.
Ciao, Loreto



Ciao , amico e collega di lavoro, solo adesso ho appreso questa brutta ma brutta notizia. Ciao