Il filosofo, il bimbo e l’onda della sirena

Il filosofo, il bimbo e l’onda della sirena

16 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Un giorno, sant’Agostino in riva al mare meditava sul mistero della Trinità, volendolo comprendere con la forza della ragione. S’avvide allora di un bambino che con una conchiglia versava l’acqua del mare in una buca. Incuriosito dall’operazione ripetuta più e più volte, Agostino interrogò il bambino chiedendogli: «Che fai?» La risposta del fanciullo lo sorprese: «Voglio travasare il mare in questa mia buca». Sorridendo Sant’Agostino spiegò pazientemente l’impossibilità dell’intento ma, il bambino fattosi serio, replicò: «Anche a te è impossibile scandagliare con la piccolezza della tua mente l’immensità del Mistero trinitario». E detto questo sparì

Da Avvenire, 27 agosto 2015

Questa storia che si racconta da tempo nel tempo mi affascina. Ogni volta che la cerco o la incontro scopro sempre qualcosa di un altro mondo e, in fondo, cose che capitano al mio mondo. Un uomo solo al mare, che già per noi marinai estivi, marinai da ombrellone, ci pare assurdo perché abbiamo un mare non solo ma affollato. Poi un uomo che cerca di capire con la ragione un mondo che delle nostre ragioni se ne frega nel suo caos che per puro caso si è fatto creato.

Il bimbo dice… non puoi capire. Ha ragione non si può capire il mare fuori, ma neanche si può farlo del mare che abbiamo dentro, dentro e manco nel profondo ma dentro appena sottopelle. Chi usa la ragione vorrebbe con ostinazione capire la conchiglia, vorrebbe che il bimbo spiegasse un assurdo che è un paradosso. Agostino è la testa più fine del suo tempo, ma quel bimbo è più di lui già solo perchè ha più tempo di lui e capirà di più sommando, perchè quella creatura è il creatore e il filosofo lo pensa immenso invece è un bimbo per sempre.

Ora, giratela questa storia, capovolgetela, leggetela per sottrazione e vedrete che dice di lasciare il bimbo alla sua strana sperimentazione, il filosofo al suo ignorare le domande prima delle risposte ma cercando eguale. Cercando uguale, ma solo quando si inchinerà alla libertà del bimbo avrà compreso che l’animo di ciascuno è tutto l’universo.

Davanti al mare c’era una sirena, tutti la volevano guardare. Qualcuno vantò l’esclusiva, qualche altro alzo la voce, c’era chi mostro muscoli da cavalli vapore, chi richiamò doveri e ragioni. Lei rispose: ho da fare debbo nuotare nel mare. Divenne un’onda verso il centro del mare, un’onda capovolta che lascio sconvolta la folla che voleva spiegare la grandezza e la bellezza con le regole precise che non ci sono.

“Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori, e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me e io non ero con te.”

Sant’Agostino