Capoportiere, la fontanella dimenticata dove lavavamo i piedi dalla sabbia

Capoportiere, la fontanella dimenticata dove lavavamo i piedi dalla sabbia

19 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il mondo è fatto di piccole cose, sapete a me ha rovinato Walt Disney con la storia di Zio Paperone. Lui è il papero più ricco del pianeta, ha un deposito di soldi, ma per lui conta la numero uno, la sua prima moneta. Lo sa anche Amelia che, a differenza dei Bassotti che vogliono tutti i soldi, lei vuole solo quella.

Una moneta vale più di tutto. Sono capitato a Capo Portiere a Latina e… ecco la fontanella bassa dove era uso lavarsi i piedi dalla sabbia tornati dal mare. Se la sono dimenticata, sta lì senza acqua, con un po’ di cicce di sigaretta nella piccola vasca rialzata, un inutile buco dove, per fortuna, saltellavano i bimbi.

Eppure era una “cortesia” così dolce per i bagnanti, diceva “guarda che il Comune conosce il tuo bisogno anche qui, anche ora che sei al mare”.

Antiche cortesie che oggi si scontrano con facce di sindaci in camicia che propongono di salvare il mondo quando sarebbe stato rivoluzionario tenere viva questa fontanella.

Ma cosa è una fontana? Nel 1916 Ottorino Respighi a quelle di Roma dedica una sinfonia, le fa suonare. Perché le fontane suonano, fanno coro. Quella di Capo Portiere suonava un gran tamburo per farsi sentire sopra il suono del mare, era la più bassa ma anche la più acuta.

Ma così vanno le cose, una fontana dove lavarsi i piedi ma in fondo a che serve, pure volgare.

Il giovedì Santa l’uomo più grande di questa terra il Papa dei romani, il “padre” di un miliardo e mezzo di cattolici, lui che “parla” con Dio, lava i piedi ad altri uomini. Segna l’umiltà.

Sarebbe bellissimo lo facesse anche il Comune di Latina, di salvare una fontana un simbolo di umiltà.