Sezze/ Dal “mi piacerebbe constatare che…” di Sergio al sogno di Lidano

Sezze/ Dal “mi piacerebbe constatare che…” di Sergio al sogno di Lidano

23 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Fare campagna elettorale non è mai facile, anzi è cosa difficilissima. Fare uno slogan elettorale con relativo programma è cosa da titani, farlo a Sezze è peggio che le sette fatiche di Ercole (che la città fondò).

Nel 2017, Sergio Di Raimo “creo” il “mi piacerebbe constatare che…” Un tormentone constatava una città da mirabilia, bellissima mentre prendeva forma nella sua constatazione. Fu efficace? Certo, ha vinto. Le chiacchiere stanno a zero, in politica si corre per vincere e i voti si contano non si pesano.

Consapevole di questo Lidano Lucidi, ora competitor in proprio contro Di Raimo nel 2017 lo era nella squadra di Paride Martella, questa volta rilancia, ma lui non constata ma sogna. E i sogni

I sogni son desideri
Di felicità
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità
Se hai fede chissà che un giorno

Da Cenerentola di Walt Disney

Si sogna e se sogni mica devi essere micragnoso, devi farlo alla grande. Del resto vale l’adagio di Pietro Gambadilegno: “se vuoi essere grande devi pensare alla grande”. Sognare alla grande, constatare non da meno. E allora ecco il mio programma personale da non sindaco, un programma ragionato, datato. Un piano che piacerà anche agli intellettuali setini presi sempre da seri pensieri sui mali del mondo a cui danno dotte soluzioni senza mai passare il Brivolco e con le mani nette.

Il candidato rispose che le più si trovavano in Sezze, terra de’ Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua

Giovanni Boccaccio, Decamerone

Del resto se ci levi i sogni non resta che constatare questa misera vita. Sarebbe bella una Sezze dove: l’impresa eccezionale è essere normale”

 

Nella foto: Pieter Bruegel, il carnevale