Latina/ Il ritorno dei candidati di ieri e Benedetto Croce. La melina di Coletta-Zaccheo

Latina/ Il ritorno dei candidati di ieri e Benedetto Croce. La melina di Coletta-Zaccheo

24 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Per Benedetto Croce, il più grande filosofo italiano del ‘900, la storia era l’avverarsi del percorso della libertà. Quando il corso delle cose portò il fascismo lui confermò la tesi e disse che per 20 anni la libertà era andata in “vacanza”, si era presa una pausa di riflessione, aveva avuto una parentesi.

Riprendo le tesi del grande filosofo alla vista di scelte di ex consiglieri comunali che, saltati uno due giri in consiglio comunale, si ripropongono in particolare sul fronte di Vincenzo Zaccheo. L’ultimo in ordine di tempo Fabrizio Mattioli che viene dalle file della sinistra o Mauro Anzalone che viene… dalle file. Per citarne due.

L’idea è che basta ricucire il mondo di prima e lo strappo di Damiano Coletta si ricuce, scompare. Si riprendono grandi elettori e… il gioco è fatto. Eravamo solo stati in vacanza a Capri.

Del resto Damiano Coletta non è da meno riuscendo ad inseguire non un movimento politico ma una “chimera politica” come i 5 stelle, in nome  di un “nemico” alle porte e una città assediata da salvare.

1492 davanti al Re di Francia che muoveva contro Firenze e minacciava di far suonare le trombe, Pier Capponi ambasciatore della città, disse “se vuoi suonerete le vostre trombe noi suoneremo le vostre campane”. Così fa Coleta che agli ex di Zac piazza non meglio identificate stelle.

Le trombe di Zaccheo sono in operazione di recupero di persone, le campane di Coletta sono politiche ipotetiche. Ma in entrambi i casi è una guerra da remoto, fatta con i droni.

La città è mutata, mutata tanto sia rispetto agli uomini di ieri sia a movimenti politici che assomigliano agli aerei di Mussolini, per far vedere di essere di più si spostano di qua e di là. Ma c’è tanto vuoto.

Insomma per ora nessuna grande giocata, diciamo una melina infinita.

Consiglio a Coletta: contano i voti non le grida

Consiglio a Zaccheo: contano i voti del 3 ottobre prossimo non quelli della primavera del 2007.

 

Giudizio arbitrario termometro elettorale: campagna elettorale non appassionate, mosse scontate. Deludente campagna acquisti per entrambi gli schieramenti.