Sezze-Kabul, 6.175,3 chilometri che sono niente per il passo degli orchi. Serata di solidarietà dell’Anpi

Sezze-Kabul, 6.175,3 chilometri che sono niente per il passo degli orchi. Serata di solidarietà dell’Anpi

29 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

6.175,3 chilometri separano Sezze da Kabul, una immensità di terra. Semplice dire che ci frega di quel che capita là. Ci vogliono 78 ore in auto per arrivare lì, lì lontano. Semplice dire che ci frega.

Poi vedi donne fatte grazia di Dio che debbono “bardarsi”, perché maledette da moralisti che li sono palesi, ma sono a chilometri zero anche qui, nascosti in facce non certo di mascalzoni ma di uomini di solide virtù. E allora scopri che non c’è distanza.

Poi vedi bambine a cui è negata la lettura per scoprire il mondo, anche un altro mondo, la scrittura che è il modo di parlare al mondo.

Poi sofferenza a cui non è data cura, poi vietata la musica che cantano anche gli angeli del Signore, i cori degli usignoli e allora scopri che la distanza è niente, il dovere di stare vicino a quanti fuggono dagli orchi assassini non ha misura, è dovere accanto a noi.

Lunedì (30 agosto) sera l’Anpi di Sezze organizza in incontro di solidarietà per l’Afghanistan, alle 21 al centro Calabresi. Solidarietà fattiva per quanti hanno presi un aereo e sono qui, perchè lì era inferno e non gli resta niente. Donne, bambini, uomini che debbono reinventare una resistenza per la vita e poi alimentare il sogno di tornare.

Solidarietà fattiva che non cancella la viltà dell’occidente diviso tra il far finta di niente dei bene pensanti e uomini senza onore che sono scappati in una manciata di ore.

Mi scuserete ma sono partigiano e non pacifista e ritengo che gli orchi vadano combattuti con le armi non ignorati con la buona coscienza. Come con le armi noi combattemmo la canaglia fascista.

6.175,3 chilometri da Sezze a Kabul, 78 ore in auto che sono niente per la velocità degli orchi delle virtù che già più di qualcuno è qui.

Poi guardiamo dentro noi quando vediamo nell’altro non l’uomo ma un errore, una malattia, una idea “incondivisibile”, un modo di fare l’amore che ci sgarba, un modo di pregare che ci pare eresia, o streghe in donne così libere da saper volare, o gatti neri da odiare, siamo gli orchi che stanno dietro l’uscio di casa e i 6.175,3 chilometri sono stati niente.