Sospiro in certo vinello leggero de Le canalelle

Sospiro in certo vinello leggero de Le canalelle

31 Agosto 2021 0 Di Lidano Grassucci

Oddio, oddio la realtà. Oddio, oddio, il vero. Mi perseguitano questi due mostri, mostri che crescono a dismisura con il tempo che è la loro dieta. La realtà fatta di evidenti ingiustizie di dolore, di palesi ragionevoli orrori.

La realtà uccide tutti i bimbi facendoli diventare mediocri realisti, banali onesti nani incapaci di passo breve quando bimbi cavalcavano a pelo ippogrifi, addomesticavano draghi. Ora i draghi della perfetta e reale educazione li bruciano uomini.

Oddio, oddio la realtà. Veniva mio padre che severo al mio ennesimo errore diceva con voce ferma: devi metterci testa e testone alle cose e non vivere di illusioni.

Eppure lui l’ho visto dare il gelato ad un mulo e l’ho visto con lui parlare. Perché uomini grandi diciamo invidiando i piccoli quel che non si dovrebbe fare che chiamiamo reale.

Poi ho visto uomini saggi parlare del mondo con una ragione che poteva rendere preciso un orologio fermo, ma che si mischiava a certo vinello leggero leggero delle Canalelle e il discorso si faceva sicuro su una femmina bellissima che incontravano nelle strette quando si doveva andare a dormire, o su Lupi mannari che certamente cantavano alla luna vicino ad una fontana per la gran sete. E li ho visti piangere, uomini fatti, per quella Dolcinea del Toboso che pensavano fosse amore celeste su questa terra invece era acquavite. Ma quel mondo fatto di immagini che sfocano, di ricodi di ieri fatti tale e quali in questo istante e ti viene un canto insieme al pianto.

Oddio, oddio la realtà. Ho visto uomini fatti fare l’amore con certo vinello leggero de Le Canalelle che sapeva di zolfo ma non faceva inferno ma paradiso.

E la raccontavano lei

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare. 
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare. 
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova: 
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

Dante Alighieri

E li ho visti sospirare, chiedo scusa ho sospirato.

 

PS: Le Canalelle zona del campo setino dove mio nonno aveva la vigna a filare tra gli alberi di fichi.