Elezioni: Latina non la salveranno i sindaci ma le scuole, con i ragazzi e la loro fantasia
2 Settembre 2021Come curerei i giardini? Con i ragazzi dell’agrario. Come colorerei i muri della città tutta quadro e squadro? Con la fantasia dei ragazzi del liceo artistico. Come romperei la condanna al silenzio di questa città? Con la musica dei ragazzi del conservatorio. Come sarei accogliente con la nuova gente che viene qui? Con i ragazzi del Manzoni ad insegnare la pazienza di una città di opportunità. Invece di sognare porti e astroporti andrei dar ragazzi dei licei scientifici e degli istituti tecnici a pensare a robot, mobilità di nuova fantasia e calcolerei la distanza tra Latina e il tempo presente facendo loro spiegare alle nostalgie dei candidati, di 5 anni o di 20 non fa differenza, che la sfida non è in tempi secondo, in ricominciare lavori persi, ma inventare cose che non ci sono, che solo gli occhi dei ragazzi potranno vedere.
Poi, poi, con i ragazzi del classico andrei a cercare poesie, storie da raccontare, leggende di maghe, di principesse guerriere, di fertilità alla vita di una terra matria e non patria, leggendo capovolto il mondo. Sognando di un popolo formato da Circe, da madre.
Le liste elettorali, le proposte elettorali sono come orologi che segnano l’ora che c’è stata, non sanno di quella presente, non hanno mai visto il futuro.
Riportare le scuole al centro, la forza e la bellezza dei ragazzi che ora abbiamo “nascosti” in periferie banali, anonime, tristi eguali alle periferie di 1000 città.
Una città con i colori, con la musica, con alberi altissimi e giardinieri robot capaci la mattina di farti il caffè e la sera ragazze di Seul venute qui a sentire il bel canto, cantare il loro canto.
Ma le scuole non le trovare e i ragazzi ancor di meno.
Nella foto la sede del conservatorio “nascosta” in via Ezio. Una città che si vergogna della musica


