Elezioni/ Quel piacere della destra di votare più le liste: Zaccheo e Di Giorgi sempre sotto del 7% sui loro partiti
3 Settembre 2021Il nostro viaggio nei numeri delle elezioni continua con verifiche sul passato per “prevedere” il futuro a un mese. Anche se non si può visto che nessuno conosce il futuro.
Il nodo delle consultazioni “prossime” è: ci sarà o no il ballottaggio?
Vincenzo Zaccheo, candidato sindaco della destra, si è già presentato, e vinto, due volte alle elezioni per fare il sindaco: nel 2002 e nel 2007.
Vediamo come è andata.
Nel 2002 le liste che lo sostenevano ottennero al primo turno il 72.2% dei voti, Zaccheo vince al primo turno con il 64.95% dei voti. Sotto di qualcosa di più di sette punti percentuali. Con consensi così ampi il risultato ha aspetti fisiologici, c’è anche un elettorato di destra, o moderato, che non si ritrova con Zaccheo.
Nel 2007 Vincenzo Zaccheo non ha dalla sua la destra perché c’è la “rivolta ambizionale” di Fabrizio Cirilli che prende il 21% dei consensi come sindaco, ma le sue liste si fermano al 15. Non andrà al ballottaggio superato da una manciata di voti da parte di Mansutti. Il 6% di scarto tra il voto di lista e il voto su Cirilli è sovrapponibile a quanti nel 2002 avevano votato le liste di Zaccheo ma non Zaccheo. E in questa tornata? Le liste di Zaccheo arrivano al 57.75% dei voti, il sindaco arriva al 49.45%, con uno scarto dell’8%. In linea con il risultato di 5 anni prima.
Ma la tendenza di parte degli elettori di centrodestra a non votare il sindaco, è oltre un elettore su sei, si conferma anche nel 2011 con Giovanni Di Giorgi che viene eletto al primo turno con il 50.90% dei voti su lui ma le sue liste prendono il 58.73%. Il livello degli “ammutinati” sta sempre tra il 7 e l’8%.
Quindi per avere margine di sicurezza le liste di Zaccheo dovrebbero avere almeno il 58/60% dei consensi.
Nel 2016, per comodità analizziamo il solo dato di Nicola Calandrini il candidato di destra più performante in questo turno, ha liste che raccolgono il 25.28% dei voti ma lui di ferma a 22.18. Oltre il 3% in meno su una platea di consensi che è la metà e torniamo ai dati fisiologici e costanti dei risultati elettorali presi in considerazione.
NB: Analisi elettorale dell’ istituto di misurazioni politiche “Dammitempo”


