Titta fa gli anni, gli anni non fanno Titta. Quando la politica ride e Memmo dice bucie

Titta fa gli anni, gli anni non fanno Titta. Quando la politica ride e Memmo dice bucie

14 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Facce serie sopra i manifesti, facce truci che sulle spalle hanno il mondo come Atlante. Gente seria che “son sempre pronti i guai”. Intellettuali senza intelletto che fanno gli intelligenti. Poi ecco Titta, al secolo Giovan Battista Giorgi, che compie 76 anni, quel goliarda del sindaco di Bassiano, Memmo Guidi che la sua verità della sera non si è mai incontrata con quella della mattina. Una verità di vespero e una di Lucifero e a mezzogiorno è mutata ancora, che fanno festa. Si fanno la “festa” a Titta, ma se non fosse stato per lui sarebbe stato per un altro e faceva lo stesso.

Titta fa 76 anni, lui incarna non il fine intellettuale, non l’uomo fine di finezze, ma il popolo che cacciava papi e re, fregandosene di ogni legge nella propria legge morale. Titta è un kantiano inconsapevole, un Cicerulacchio patriota a tempo perso, un cristiano di campagna, un Bertoldo. Un comunista umanista che è mettere in comune ogni errore a prescindere le virtù.

E’ leader della sinistra che pensa a questa terra, odiato tanto dai sinistroidi che rimandano la fine delle sofferenze degli altri a domani tenendosi solo gli agi di oggi.

Titta è l’ultimo del lepini, dopo di lui è toccato al tempo dei signorini, dei politicamente corretti, della sinistra così pura che non fa bere nessuno mentre lei si gonfia di Levissima.

Ha fatto 76 anni, Memmo guidi ha fatto il maestro di feste a Bassiano e…

E un′altra volta è notte e suono

Non so nemmeno io per che motivo

Forse perché son vivo

E voglio in questo modo dire “sono”

O forse perché è un modo pure questo

Per non andare a letto

O forse perché ancora c’è da bere

E mi riempio il bicchiere

Francesco Guccini, Canzone di notte n.2

La verità chissà dove era, ma di certo c’erano amici al bar, compagni d’osteria, gente di montagna che si riconosce come il cane fa col tartufo. Gente che è la mia gente e, seppur sbagliata, è la mia gente ma tempo sia indovinata.

Auguri compagno Titta, bella idea compagno Memmo… ma n’è n’atra bucia?