Elezioni a Latina/ I Lucignolo ci quasi convincono a noi Pinocchio dei loro balocchi
16 Settembre 2021Dio mio, saremo sommersi dalla banalità. Da un mare di “città migliore”, di “città bella”. In campagna elettorale dire “voglio una città bella” da parte di un candidato è come dire l’acqua serve per bere e lavarsi. Conoscete qualcuno che la vuole brutta? Dicono che la vogliono “vivibile”, perché c’è un avversario che la vuole invivibile?
Poi quelli che si dicono onesti mi lasciano interdetto vedendo negli altri dei disonesti il che non è vero fino a prova contraria, e ho visto fin troppi onesti dialettici essere disonesti pragmatici.
Poi esistono i candidati consiglieri che vogliono risolvere problemi tipo “la fame nel mondo”, “il celibato dei preti”, fare una autostrada che colleghi direttamente Foceverde con Olbia con rete eolica per alimentare le batterie. Tutti sanno cosa fare rispetto a quelli che non hanno potuto fare.
Il teatro di Latina lo vogliono tutti che La Scala è una caccola, salvo tutti tenerlo chiuso. La biblioteca è sempre stata un “sottoscala”, ora lo hanno pure chiuso, il conservatorio sta nascosto in via Ezio, il Campus in via Varsavia ma… ma nel 2032 il mondo deve venire da noi a imparare come si fa cultura. Ma perchè il 1932? Perchè ci siamo fatti casa con tanto di pollaio e concimaia con bagno annesso, senza riscaldamenti ma di una “estetica” essenziale come la casa di Sergio Endrigo in via dei Pazzi numero zero.
Chiacchiere infinite in una città così finita che ogni giorno di più si fa periferia di Roma, anticipo di Napoli. Un non luogo dicevano una volta gli architetti.
Ogni amministrazione porta a fine mandato la differenziata l 30%, quota fissa per il mese elettorale dopo il voto riscende al 15, e nessuno si senta escluso.
Per ora la campagna elettorale latina è bella, colta, pulita, giovane, con porte per il mare e per il cielo e con tante biciclette, se non ci vivessi penserei di andarci convinto da questi Lucignolo, noi poveri Pinocchio



I miei complimenti Grassucci.bellissimo ed amaro articolo.la casa era in via dei matti numero zero.ed era di Vinicius de Moraes.poi tradotta.buona giornata
Volutamente amaro ma gran bell’articolo.la casa era un brano di Vinicius de Moraes.poi tradotta quando fu esiliato in italia da S.Bardotti.