Galardo: “perché io no?”. E quella ipocrisia che ha bisogno di Belzebù su una questione de core
18 Settembre 2021In una città normale la sua sarebbe una “candidatura politica”. La prova che la giustizia entra a gamba tesa nelle vicende amministrative senza “concludere”. Una storia di come la divisione dei poteri diventa “uso” di un potere e non certo quello democratico.
La prova che si “punta al processo” e non alla pena. La prova che la pena è il processo, lo sputtanamento mediatico e dell’esito non frega niente a nessuno.
Sarebbe stato una bandiera, come lo fu Enzo Tortora, per molti aspetti Berlusconi, come Simone Uggetti sindaco Pd di Lodi assolto dopo 5 anni di pena. Ma qui siamo alla ipocrisia di aver bisogno del “cattivo”, di quello che “e’ tutta colpa sua”. L’untore. Una storia brutta questa perché è di umana esclusione.
Maurizio Galardo vuole dire la sua, non ha digerito l’esclusione della competizione “Faccio politica da ’64, ho iniziato con mio padre. La politica è la mia vita…” . “Dal punto di vista penale non ho nulla, le cose che mi hanno contestate sono tute cadute in prescrizione, come per il candidato sindaco Vincenzo Zaccheo, perché io sono stato escluso? In lista ci sono persone che hanno evidenze giudiziarie, io nulla… perchè?”.
Consigliere comunale da lustri, vicesindaco di Zaccheo per 9 anni, poi dentro vicende giudiziarie del comune finite con “prescrizione”, lui “non escluso”
“La prescrizione è parte del processo e Zaccheo fa bene a rivendicarla, ma perché per me il ragionamento non vale? E me la piglio con Forza Italia che mi aveva candidato e non mi ha difeso”.
Serve alla politica, tutta, di avere la faccia lavata anche se a qualcuno resta l’asciugamano sporco.
Questo è un paese in cui sono tutti Bellarmino che accusa e fa abiurare in ragione di quel che andava detto non della verità di fatto.

Difficile la figura di Galardo che è diventata non se stessa ma il simbolo di una cosa di cui in tanti hanno fatto parte ma tutti la vogliono “restringere” a lui. Impresentabile è una sorta di “condanna civile”, e “ostracismo” che ferisce più di ogni condanna (che qui non c’è). “Hanno avuto paura del mio consenso – spiega – ma non mi ritiro, rilancio e non è una accusa generica mi rivolgo a Zaccheo che non mi ha voluto e a Forza Italia che non mi ha difeso”
In sala non c’erano politici e amministratori con due sole eccezioni: Fabio Bianchi, ex assessore della Provincia e, Enzo De Amicis candidato nelle liste del Pd.
I radicali per difendere la Costituzione contro la legislazione speciale che portava fino a 10 anni la carcerazione preventiva candidarono Tony Negri. Fecero di “un feroce” una bandiera, a Latina l’ipocrisia offende.
Gli elettori avevano diritto a poter non votare Galardo, lui a potersi candidare. Norberto Bobbio diceva : I mezzi presuppongono i fini.
Da vecchio garantista trovo questo “ostracismo” inumano, incivile. Ipocrita.
ER CORE
Bellachioma: Certo sti preti ne sanno una più del diavolo
Cornacchia: Grazie sennò al mondo avrebbe già vinto il diavolo. Per cui noi dobbiamo esse più furbi del diavolo e de li preti messi assieme
Bellachioma: aaa, allora lassamo perde avemo già perso, noi semo gente semplice de core
Cornacchia: C’hai detto?
Bellachioma: C’ho detto?
Cornacchia: Noi semo… No, tu hai detto semo gente semplice, e poi?
Bellachioma: De core…
Cornacchia: De core! Maledetto er core, e chi ce l’ha. A Bellachiò ho capito tutto. Ecco la rovina nostra, er cataclisma dei popoli… er core. ma se po esse più fregnoni de cosi, ecco perchè c’è tengono sotto. Perchè noi c’avemo er core e loro no
In nome del Signore, di Luigi Magni. Dialogo tra Bellachioma e Cornacchia


