Elezioni a Sezze/ I “fantastici” 4 e la battaglia sui morti

Elezioni a Sezze/ I “fantastici” 4 e la battaglia sui morti

20 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Metti una domenica mattina di settembre a Sezze, metti un sole setino che quando “batte” fa sul serio. Qui il sole batte forte, lo senti in testa, ti avvolge ti fa venire l'”affogafiato”. Metti 4 aspiranti sindaci, un sindacato la Cgil che vorrebbe parlare di lavora, la gente (quasi 200 persone) che vorrebbero parlare di loro, invece “incombono i morti”… letteralmente.

Gli onori di casa, al Calabresi, sono affidati a Giovanni Agostino Gioia, segretario generale della Cgil Latina-Frosinone e al responsabile della Cgil dei monti lepini Salvatore Piccoli. Vogliono parlare di lavoro e futuro, sentiranno contare i morti. Il confronto è condotto da Francesca Balestrieri de Il Messaggero e “scondotto” da me, Lidano Grassucci.

Vorremmo sapere di domani, ma ascoltiamo ieri.

Ci sono tutti: Lidano Lucidi che con tre salti raggiunge i suoi sulla gradinata prima dell’inizio. Vuole dimostrare di essere il nuovo, quello che  ha più fiato; Sergio Di Raimo ha un aplomb british, deve dare l’idea di saper “ricominciare”; Serafino Di Palma è Gian Burrasca la deve buttare sul duello ha il mestiere del consiglio comunale; l’unica donna è Rita Palombi che su questo punta la carta forte a cui somma l’idea di una Sezze da rinverdire.

Personalità diverse, ma non tanto nella idea, quanto nella prassi anche se la prassi ha poca fantasia. La platea un poco tifa, un poco mugugna in quel vezzo tutto setino (a cui non mi sottraggo) di pensare presuntuoso “qua pensano tutti, ma come penso io…”

Si comincia, pare una resa dei conti se non fosse per il sole che fa sudanti tutti eguali.

Cosa fareste con il piano di resilienza? Nella premessa che mentre la politica “si pensa” dall’alberghiero sono usciti 120 diplomati e tutti lavorano…

Le risposte tendono tra il debbo dire quello che so dire, al dico che farò meglio.

Lidano Lucidi vuole una città che si digitalizzi, che capitalizzi il lavoro da remoto e sogna; Sergio Di Raimo “rivendica” l’alberghiero e un turismo di prossimità; Serafino Di Palma lo pensa alla grande; Rita Palombi denuncia l’isolamento di Sezze “non ci siamo mai nei luoghi delle scelte”.

Restano dentro una Sezze che:

Anche ora ci si come sente in due
Da una parte l’uomo inserito
Che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
E dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo
Perché ormai il sogno si è rattrappito
Due miserie in un corpo solo

Giorgio Gaber, Qualcuno era comunista

Ma la “morte” incombe, una voglia di parlare di camposanto e di camposantari in ragione di una bandiera, quella della virtù, che assomiglia all’ascia di guerra degli indiani d’America una volta disseppellita che “guerra sia”.

Sergio Di Raimo “rivendica” intervento a tempo debito, come si poteva e “il nodo è sulle tombe prima del ’62 quando c’erano i preti”. “Mi segnalarono la piscina e sono intervenuto”.

Rita Palombi e Serafino Di Palma rivendicano le loro “denunce” in consiglio comunale.

“Io – dice Serafino Di Palma – ho interrogato, non è mio compito andare alla Procura, ma interrogare”

Rita Palombi “ribadisce sul sapere e sulla denuncia”.

Sta di fatto che l’inchiesta è giudiziaria e non politica e qui siamo in una partita di pallone in cui si vogliono applicare le regole della pallamano.

Lidano Lucidi rivendica la sua “diversità”, è l’unico candidato non consigliere comunale.

Il pubblico “scema” si annoia, votano i vivi e in questa campagna elettorale non mancano certo i morti, ma i vivi si.

Sezze sta nei lepini come dicono Di Palma, Palombi o nel piano come dice Lidano Lucidi o dentro una prassi dentro se stessa negli equilibri finanziari?

Sui conti si scatenano… Sergio Di Raimo rivendica il disavanzo di bilancio corrente, la compatibilità dei conti su cui pesano anche operazioni di “pulizia” dei crediti: “a Sezze è stato già decurtata la rottamazione dei credito sotto i mille euro, a Latina per esempio no…”. Lidano Lucidi chiede una “revisione di spesa” e intervento sulle singole voci di bilancio in entrata e in uscita. Per Rita Palombi e Serafino Di Palma il dissesto c’è di fatto.

Beh, si accalorano, se la prendono, si piccano. Lidano Lucidi è il più impermeabile va per la sua strada, Serafino di Palma e Sergio Di Raimo sono agli antipodi ma anche i più eguali nei meccanismi del consiglio comunale, Rita Palombi punta sulla diversità di genere e di stile.

Difficile condurre questo incontro, ciascuno voleva dire non voleva rispondere…

Sezze ha uno dei redditi più bassi del Lazio meridionale, forse è l’unica citta “storica” che non ha un centro storico “pedonale”, al posto di un anfiteatro con cui faceva teatro e intrattenimento per tutto il litorale ha un inutile e brutto mostro di cemento, i servizi sono gestiti da una conglomerata coreana, la Spl… ci sarebbero cosa da vivi da dire.

Ma non mancherà occasione, a Sezze i contendenti almeno si parlano a Latina neanche ci provano a incontarsi.