Latina, il voto e i giovani nella retorica del niente. I ragazzi “cambiano” vivendo

Latina, il voto e i giovani nella retorica del niente. I ragazzi “cambiano” vivendo

23 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Bisogna confessare ai giovani un grande segreto: la gioventù passa, è una categoria effimera. Ogni nonno fu nipote, ogni nipote sarà nonno.

Dentro l’abbazia di Fossanova nel passaggio tra la navata laterale e l’esterno c’è una scritta che recita: Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete. Ci sono tre giovani che incontrano tre morti.

Essere giovani non è una prova di capacità, non è una condizione di minorità è tempo, breve, del vivere

Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Rima Lorenzo il Magnifico.

Eppure in questa scialba campagna elettorale di Latina dopo la sciocchezza detta da Claudio Durigon sul parco intitolato al fratello del dittatore ci si infiamma sulla giovinezza, con tanto giovani che la “rivendicano” ad uno patrio (della propria parte), ma la gioventù non è di Zaccheo o di Coletta, non è neanche “esclusiva” di giovani candidati è un passaggio del tempo, è un non argomento perchè “fugge tuttavia”.

Perché fummo giovani anche noi pensando che ci sarebbe stato un domani migliore e siamo ora guardiani di mille restaurazioni.

Pietro Nenni diceva che “se non sei rivoluzionario a 20 anni a 40 sei confidente della polizia”. Non confido nulla alle guardie ora che di anni ne ho ben più di 40

Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!

Giorgio Strehler, Ma mi

La gioventù appartiene alla rivoluzione non ad una elezione, e ogni ragazzo, ragazza vota come crede ma no pe età ma per “rivolta” ad una città, ad un papà, ad una madre, ad una idea, ad un modo di ripetere le cose già viste.

I giovani non stanno con questo o con quello stanno ad offendere un ieri che domani si troveranno ad interpretare.

 

Nella foto: Salvador Dalì, orologi molli