Il ciuffo

Il ciuffo

24 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Talvolta è significante riprendere il filo con te stesso. Il tempo, le cose, le persone “popolano” la solitudine come fa il vino alla tristezza: te la porta via per un poco ma poi torna.

Talvolta devi sistemarti con te, togliendo il rumore di fondo dell’universo a cui non è vero che apparteniamo ma che ci ospita per un poco. Oggi c’è il sole e mica è poco, ma c’è anche la stanchezza che lasciano le parole ripetute per stordire. Quindi le lascio correre, ciascuno ha il suo tiramento e lo sento, ma perché dovrei?

Allora sono tornato a giocare con il capelli, una cosa che mi viene normale da bambino e mi tiro fuori. Vi capita di uscire da voi? Così nelle pieghe di mille cose faccio la cosa mia.

Mi investono mille problemi, mille rompicapi senza soluzione. Ma non mi importa di risolvere, io mi voglio assolvere oggi. Oggi accolgo il mio me così come viene e non me ne viene per altro. Un signore mi dice che è un campione, un altro che ha la risposta intelligente, qualcuno odia nel suo interesse… attori di una commedia di cui oggi non voglio essere neppure spettatore.

Sto con me, mi tocco i capelli. Ne giro un ciuffo tra le dita, piacere tutto mio. Luci bellissime immaginate, racconti unici raccontati.

Mi venivano a svegliare da questa estasi privata persone serie nel dovere, mi sono svegliato fin troppo trasformando questa mia solitudine in esagerata socialità, fame di rumore per uno che non lo sa mangiare e non lo digerisce.

Mi sono alzato, che bello il silenzio. Mi sono fatto la doccia, mi sono tolto il residuo del sonno e ho iniziato ad arricciare.

“Lì, Lì. Su, su”, ritorna il richiamo di chi, per amore, voleva che fossi altrove, tra gli altri, ma il meglio di tutti non sempre lo è per ciascuno.

Ora è così disteso non sentire nulla se non questo piacere tutto mio di pensare ad ogni dove senza alcun dove, Niente di niente, indifferente.

Tutti a spiegare l’universo, ma cosa ci troveranno di diverso, piacere di essere se stesso, con te.