Il mercato di San Michele a Sermoneta, l’occhio di mamma il mulo di nonno

Il mercato di San Michele a Sermoneta, l’occhio di mamma il mulo di nonno

26 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Un bimbo piange, si è ferito al labro, una madre lo consola e lui vuole un fucile che spara. Ma non per davvero. Un ragazzo di colore è circondato di guardie, loro vogliono l’ordine lui un poco meno fame. Una signora elegante rovista nei vestiti di qui ma parla di quello che ha visto da Mancinelli a Latina, per darsi un tono anche qui.

Le scarpe sono da scovare, numero e affare, il formaggio te lo fanno assaggiare. Felici sono i cani che seppure al guinzaglio vedono altri come loro che di cortesie umane sono stufi. Il venditore di vestiti leggeri spara musica neomelodica napoletana, sempre uguale come le musiche della messa.

Le persone si salutano, si “riconoscono”, si nascondono, non si cercano. La ragazza gira a cercare qualcosa che la faccia essere come ha visto alla televisione, un signore indossa un cappello, un berretto, come quello di Andy Cap e fa il fanatico. Marito e moglie si sono comperati un cappello di paglia per vincere il sole in questa “lotteria” di comperare.

Io ci casco dentro con la stessa voglia di quando mi ci portava mamma che era sarta e stava ore ed ore a cercare stoffe e idee perdendosi anche da se stessa. Aveva occhio come quello della Littizzetto che fa la pubblicità di Swiffer nell’individuare la polvere. Ore ed ore in cui io dovevo guardare la gente per come lei guardava trama e ordito, sentiva la consistenza dei tessuti.

Il mercato odora di verdura e capisci che sei tra i vivai, senti il cuioi e la plastica e stai nelle scarpe, senti il formaggio e stai agli alimenti, odora di bucato e stai nei tessuti. Ma sempre il rumore di fondo della gente. Ciascuno è elegante come può, ciascuno è bello come non si potrebbe, ciascuno si gonfia come un tacchino per questo struscio mattutino.

A… dimenticavo, dove siamo? Al mercato di San Michele a Sermoneta, dove mio nonno veniva a vedere i cavalli, a cambiarsi il mulo, era un mondo di uomini fatti, ora è tempo gentile di domenica mattina.

Al bimbo non hanno comperato il fucile.