Ossessione
3 Ottobre 2021“Mi nacque un’ossessione. E l’ossessione diventò poesia”
Alda Merini
Certo correre dietro pensieri di pensanti non è cosa facile. Una poetessa trasforma un pensiero che non ti lascia in vita che resta. La poesia è vita che resta, la poesia è la vita che si fa forte e oltrepassa.
Certo quando nella vita il pensiero si fa costanza, allora qualcosa è arrivato, come le navi che, entrando in porto, fanno un enorme rumore. Lo fanno questo onore di far rumore quando cercano di accorciare i tempi di arrivo o stordirsi al partire. O quando il posto si veste di lutto.
Ma l’ossessione la capiscono i poeti, i matti, e quelli che non sanno nuotare nel mare del vivere e restano nella speranza di un’isola. La cosa capita anche agli scopritori, a quelli che tirano fuori il canto dal silenzio, l’amore dove non abita.
Mettete la bonaccia, voi di mare ne capite la maledizione, sei fermo senza poter tornate e di andare neanche puoi provare. Ma in quel silenzio dove cigolano i legni i marinai scoprono l’ossessione, il canto delle sirene, il richiamo del vivere. L’ossessione nella bonaccia è la volontà che ti posta a tuffarti in mare e a provare a muovere il legno.
E’ titanica impossibilità, è forza di volontà.
Un marinaio consumato dal sale e dal sole mi disse che l’aveva vista l’ossessione, l’aveva quasi toccata, e per lei in tre si erano buttati in mare. Un capitano di lungo corso aveva perso l’uso del sestate e non leggeva più il cielo. Il marinaio aveva gli occhi di fuoco. Mi disse… rispondeva al saggio con saggezza, alla bellezza con la bellezza. Mi venne da ascoltare, la chiamano ossessione, i poeti ci condiscono la poesia, i marinai la passione
Danae, olio su tela (77×83 cm) 1908, Gustav Klimt. Vienna Galerie Wurthle


