Il votare per dovere d’anima

Il votare per dovere d’anima

3 Ottobre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Chi vince? Chi perde? Sarebbe stato bello vedere una scommessa su domani. Invece siamo condannati al fardello di ieri. Un mondo di prima, un mondo di adesso mondo di domani.

Direte, sei ossessionato? Sì, sono ossessionato dai fantasmi e dai realisti. Amo i fantastici. Enrico Berlinguer, che non sta proprio nelle mie corde con quel suo rigore quasi francescano, disse una frase che mi rimane impressa. Fa così: La fantasia non è sola propria dei bambini ma anche dei rivoluzionari, perchè senza fantasia non si può immaginare il mondo di domani.

Vengo da gente che avrebbe voluto dimenticare il passato per la sua terribile eredità di tribolamenti, non amava il presente che non era meglio e il futuro era l’unica speme.

Ecco perché spesso non vediamo nelle scelte le cose nostre ma ci sentiamo spettatori, paganti, di un concorso di bellezza, di vanità.

Ho sperato, mi sono trovato a sperare come le pie donne ai santuari, come chi ha fame e trova chi gli insegna a pescare. Le nostre città non sono bellissime, non sono il migliore posto al mondo, ma sono il nostro posto, sono tutta la nostra vita.

Bisognerà scegliere, ciascuno lo farò con il suo criterio. Nessuno è giusto o sbagliato, ma tutti sono liberi.

Io andrò con il peso che mi porto dietro, con le paure, con le distanze di un mondo che non è più mio in toto. Vorrei votare la stessa speranza che avevo io quando speravo.

Papa si sedeva a tavola, nonno già c’era. Nonno si metteva il bavagliolo per non sporcarsi la camicia che dopo pranzo ci sarebbe stata l’osteria. Nonno guardava il figlio, si capiva cosa avessero votato e se non lo capivi c’era lo sguardo di disprezzo di nonna perchè una chiesa era stata sicuramente tradita ed era la sua.

Si votava per dovere all’anima. Ora la mia anima non la trovo.