Il pullover
6 Ottobre 2021Ora metto quel pullover che avevo dismesso quando il caldo accennava, ora accenna il diluvio di ottobre. Tempo dove si contano le cose che quando erano altrimenti non si contavano, le foglie. Quando le foglie sono sugli alberi e tu sotto ne sfrutti la frescura non te le fili e le lasci nella loro percepita inutilità. Quando cadono facendosi inutili, ti accorgi di loro ma loro sono un saluto. Bisogna saper guardare l’albero nelle sue foglie a luglio, quando la brezza le fa suonare, risuonare, sbattere come le mani si tanti spettatori a teatro.
Metto quel pullover che avevo dismesso quando il caldo accennava. Ora è tempo pulito, se piove, tempo consumato se è domani, tempo promesso se riesco a stare ad oggi. Il pullover mi abbraccia, lo lascio fare. Le foglie fanno un tappeto da scansare.
Abbiamo voglia di abbracci, solo tali per il lato bimbo che l’autunno porta. Ricordare la paura dei tuoni, la luce che santa e i tuoi che ti dicono: non aver paura sono gli angeli che giocano a bocce sopra le nubi nere. Arriva il lampo, netto…”non temere, è l’angelo che misura la distanza dal boccino con la corsa della luce. Fulmini e saette si fanno parte di un gioco che ha un gran rumore.
Non bagnarti, torna a casa… arrivano le castagne e prendi il tempo che devi.
Ricordi di autunno, mentre indossi un pullover.
Proprio adesso un angelo di Dio ha sbocciato con fragore, Lucifero si è arrabbiato saltando con saette, ed anche un temporale cattivo è un cartone animato da ridere.
Foto: Amedeo Modigliani, donna con i capelli rossi


