Ballottaggio, lettura capovolta. Vincenzo Zaccheo, più del 51% degli elettori contro.

Ballottaggio, lettura capovolta. Vincenzo Zaccheo, più del 51% degli elettori contro.

6 Ottobre 2021 1 Di Maria Corsetti

I dati dicono tante cose, dipende da come li leggi. La prova di una lettura capovolta.

Il vincitore assoluto di queste elezioni è l’interesse per come andranno le cose, al di là di come andranno. Finalmente non si parla di altro, tutti vogliono dire la loro in politica, se ne parla, e questa è una cosa bella.

Da quando si parla così animatamente? Dalle 19 circa di lunedì, quando Zaccheo ha superato lo sbarramento del 50% e non ha saputo contenere un’esondazione di compiacimento.

Io una scena simile me la ricordavo dal 2007, Zaccheo in testa che esce trionfante e va in sala stampa in Piazza del Popolo. Dopo poche ore, dopo più di qualche ora in realtà, le urne dicono che è ballottaggio.

Quando lunedì pomeriggio sono arrivati i primi risultati, e le prime dichiarazioni, ho pensato a quel momento di maggio 2007. Zaccheo messo in crisi da Cirilli. Cirilli che per un soffio non va lui al ballottaggio. Mansutti che in fondo ci sta a perdere contro il sindaco uscente.

E qui escono fuori tutte le differenze con quattordici anni fa. Allora Zaccheo era stato messo davvero in crisi dalla stessa sua area che poi però lo aveva appoggiato, se non del tutto almeno in larga parte.

Qui Zaccheo ha il cinquantuno e qualcosa in più per cento di elettori contro e grosse aree di recupero sono piuttosto difficili da individuare.

Annalisa Muzio, che è la cosa più vicina al centrodestra, il suo posto di consigliere comunale già ce l’ha. Probabilmente i suoi non pochi elettori l’hanno votata proprio perché non volevano Zaccheo. Perché apparentarsi adesso? Quanto sarebbero disposti a recepire l’indicazione di voto verso Zaccheo? Forse meglio aspettare. In fondo, se dovesse vincere, Coletta avrà bisogno di una campagna acquisti nelle file dell’opposizione.

A proposito di maggioranza, opposizione e numeri in consiglio comunale, un post sulla pagina Facebook di Zaccheo sindaco riporta “…La maggioranza dei consiglieri comunali sarà di centro destra. A questo punto è giusto che i cittadini sappiano che, qualora dovesse vincere Coletta al ballottaggio, regnerebbe l’ingovernabilità e l’instabilità…”.

Lo leggo su un paio di giornali, in veste identica, quindi deve essere frutto di un comunicato stampa, di una nota congiunta: «È per noi motivo di orgoglio ma non basta. In questi ultimi 13 giorni di campagna elettorale saremo accanto a Vincenzo Zaccheo affinché sia lui a guidare una maggioranza che già c’è e che da lui si sente rappresentata. Alla cittadinanza dobbiamo dirlo chiaramente: una vittoria di Coletta si tradurrebbe in un rischio di ingovernabilità…».

Sotto questo punto di vista mi sento di rassicurare la cittadinanza perché anche a un occhio nemmeno troppo allenato, non sfugge qualche acrobata specializzato nel salto altrove tra i promossi nelle liste di Zaccheo. Per dirla in maniera più facile: tranquilli che qualcuno disposto a saltare sul carro del vincitore ci sta, magari con un piccolo incentivo. Per carità, non parliamo di cambio di scambio, ma di gratificazione di benvenuto. In fondo, se Parigi val bene una messa, Latina val bene la rinuncia a un assessorato da parte di chi aveva già ordinato un nuovo set da scrivania su Amazon.

Concludono i partiti di centrodestra: «Verosimilmente, in quel caso, la nuova amministrazione avrebbe vita molta breve e Latina rischierebbe di essere commissariata». Sinceramente questa me la sarei risparmiata, non mi affatico a spiegare il perché. Dico solo che me la sarei risparmiata per rispetto a Vincenzo Zaccheo e per un tantino di vergogna nei suoi confronti, considerato come andarono le cose nel 2010. E considerato chi le fece andare in quel modo.

Coletta? Un bel bagno di umiltà non fa male a chi tra quelle fila si professava bello e onesto, disposto a sposare un pensiero illibato.