Green pass, se capovolgi la libertà e accetti la paura

Green pass, se capovolgi la libertà e accetti la paura

18 Ottobre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Perché debbo sottostare ad un obbligo? Perché debbo curarmi se non voglio, se non mi fido? Perché debbo dire una cosa mia a tutti?

La mia libertà. Voglio la mia libertà.

Ma? La libertà che ho sognato io fa altre domande: come posso aiutare la libertà degli altri? Debbo curarmi perché curandomi mi salvo e salvo. MI debbo fidare di chi conosce cose che io ignoro e la libertà è sapere da chi conosce.

La libertà non è indifferenza rispetto alle cose: ho una opinione sui misteri dell’universo ma se Gorgio Parisi mi spiega altrimenti, taccio e imparo. Lui è premio Nobel per la Fisica, io ho problemi con la mia forma fisica.

Se sto male non “ordino” al medico la cura, gli indico i sintomi e lui mi aiuta per il suo sapere non per la sua opinione.

Ho paura della medicina? Ho paura della malattia, non della cura.

Se scegliamo per paura, allora non dovremmo vivere visto che muore il 100% dei viventi…  ma lungo andare. Quindi dovremmo non mostrarci viventi agli altri, per privacy.

Se scegliessimo per paura non dovremmo mangiare per timore delle coliche. Se scegliessimo per paura non andremmo a vedere dietro l’angolo, al di la del fiume, saremmo fissi nel terrore.

Se scegliessimo per paura non avremmo navigato, scalato le montagne, cercato mondi nuovi, nuotato. Non avremmo sognato per timore del risveglio. Non avremmo incontrato alcuno per paura che tra i tanti incontrassimo una brutta persona e negandoci la conoscenza di mille brave persone. Non usciremmo di casa per via della possibilità che un meteorite ci buchi la testa o che il cielo ci caschi addosso.

La paura è sana, ma bisogna conviverci altrimenti sei già morto perché non vivi.

Il green pass? E’ dire agli altri ho pensato anche a voi e ho salvato me.

Semplice? Forse no, ma generoso