Zaccheo-Coletta: vincere, quel male che fa perdere
19 Ottobre 2021Vincere è straordinario, altrimenti sarebbe banale farlo. Ma vincere è il risultato di una alchimia che ha come “anima” credere che si possa trasformare il metallo comune in oro. Possibile? Devi crederci e se ci credi non hai l’oro ma scopri la chimica. La vittoria non arriva a chi punta tutto su un unico numero, ma serve che si conserva qualcosa per rilanciare.
Vincere è straordinario ma deve avere l’ordinaria pazienza di non darti per vincitore prima di aver vinto.
A Latina al primo turno Vincenzo Zaccheo fa una impresa straordinaria: convince un elettore su due a votarlo. Lui la legge così e fa il primo errore. Perché è vero il dato ma non è vera la “motrice”. Sono state le liste e i candidati a “tirare” su lui, a fare da velo. Ma lui pensa di aver consolidato il risultato, bastava aggiungere quel che mancava: sommare al centrodestra Bottoni e la cosa è fatta.
Non ha calcolato che si sarebbe trovato al secondo turno di nuovo al via, che avrebbe dovuto fare tutto il percorso, ripassare dove era già passato da trionfatore, e non c’erano più le motrici.
Vincenzo Zaccheo doveva prendere fiato, ossigenarsi e correre a perdifiato. Invece ha corso con la calma del vincitore ma non aveva vinto. Si pensava vincitore, si percepiva “investito” dal destino. Si sentiva inevitabile.
L’altro, Damiano Coletta? Non aveva nulla da perdere, aveva messo nel conto di aver “già aveva perso” quindi l’unico rischio era vincere. Dopo il 48.3 a 35 ha avuto uno sbandamento, un “forse non ci riesco”, ma si è messo a correre. Si pensava non vincitore ma competitivo. Ha pensato al duello prossimo non alla battaglia trascorsa, su quella i conti erano a suo sfavore e non di poco, ma sul domani c’era l’alea del possibile.
L’altro si è pensato vincitore ma non in competizione aveva la certezza su un futuro che era, invece, ancora da scrivere.
Ha vinto la tartaruga contro Achille piè veloce.
Mai sottovalutare, sempre valutare, mai pesare di aver vinto ma sempre di competere.
Zaccheo si considerava il trascinatore delle liste, la sua lista personale sfiora il 10%, ma era un diversivo perché erano i candidati, tanti e forti, valore per lui, meno lui per loro.
Certo facile parlare a risultati consolidati, ma a questo servono i commenti a capire l’accaduto non a prevedere quel che accadrà. Capire aiuta ad avere strumenti per domani, anche se domani sarà inevitabilmente diverso.
Mai dire gatto se non l’hai nel sacco.


