Lo incrociò

Lo incrociò

22 Ottobre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Lo incrociò. Già la croce con quel quadrivio di strade che poi vanno come si può ai 4 angoli del mondo, ma al quadrivio sono lì. Si incrociano le vie, le vite, poi le strade vanno per la loro via, via infinita.

Lo incrociò. In un posto dove le auto temono l’incontro, lo scontro, il gran clamore e si fermano come a respirare per l’ulteriore andare.

Lo incrociò. In un posto che restò a guardare perchè non capiva bene se dover andare.

Lo incrocio. Esattamente nel punto in cui il vento le scoprì le gambe facendo vela della sua veste.

Lo incrociò. Lì dove parve a lei di sentirsi al centro del viaggio di un viandante che il caso aveva messo allo stesso incrocio. Che strana persona era quel tipo ma la cosa era poco segnante, il nodo era la sua reazione. Come fosse vestita se non lo era, nuda quando era coperta sino agli occhi. Era vera quando recitava la sua vita nel mondo, era falsa quando non riconosceva quell’imbarazzo che aveva trovato dentro se stessa.

Un quadrivio, strade bianche di breccia di cava che le ruote ammucchiavano al centro e ai lati e in mezzo due binari, tranne al quadrivio dove i binari cambiavano per volere della direzione maggioritaria dei viaggianti. Ma lei era ferma.

Lo incrociò. Stava ferma, ora come immobile e parve il traffico sparire, con lei li ferma.

Una donna, un incrocio, un traffico senza moto. Come un quadro che colore un movimento che non c’è.

Si sentiva viva, stranamente viva, e sorrise.

Aveva incrociato il destino, di persona come fosse vero.

 

Foto:in vedetta, Giovanni Fattori