Latina/ Il nodo degli orologi nel voto: Coletta-Zaccheo e il futuro
25 Ottobre 2021Latina ha il problema del tempo: chi l’ha fondata guardava ad una Roma antica e perdeva una guerra moderna. Chi l’ha costruita voleva imitare uno sviluppo standone un passo dietro. Abbiamo invocato le terme a terme chiuse e ci siamo pure sentiti fichi. Abbiamo invocato fantastiche autostrade quando le auto, probabilmente, non ci saranno più. Aeroporti mentre chiudevano tutti quelli che c’erano. Per tacere di fantastici porti in una costa che, per dirla con Moravia, ha dune come Dakar non spazi per porti come Rotterdam.
Ma questo è. Viviamo sulla nostalgia della tragedia del ‘900 e siamo già ad un altro millennio che ha cose nuove, ma noi siamo fermi alle vecchie.
Siamo rigattieri della storia, affardelliamo cianfrusaglie del mondo e non stiamo al mondo.
Non cerchiamo di mantenere quello che c’è, chiediamo quello che non ci sarà. Guardate l’ospedale, c’è il Goretti ma noi ne chiediamo uno nuovo che arriverà, se arriverà, a attuali viventi morti.
Eppure potevamo sfidare il domani ma ci siamo accontentati di nostalgici di ieri.
Spero che la lezione degli elettori sia compresa dai decisori (si fa per dire) rimettere l’orologio all’ora presente.
Gli elettori erano chiamati a scegliere tra passato prossimo e passato remoto: hanno mischiato il passato per provare a prenotare il futuro
Nella foto le “prototerme” di Fogliano


