Ventris tui
26 Ottobre 2021et benedictus fructus ventris tui
Ave Maria
Gli mise la mano aperta sul ventre, mano che pareva un ventaglio. Guardò la mano che faceva da scudo al centre, vide la mano che era sostenuta dal ventre, vide il ventre tenere la mano. Muscoli tesi, un gesto arcano.
Gesto arcano in una terra votata a Giunone, nel mondo distratto.
Gli mise la mano aperta sul ventre, terra di madonne questa, il sole è luce che scalda il ventre della luna.
Gli mise la mano sul ventre e ricorrente era l’immagine di donne con il ventre fasciato in abiti da campagna romana.
Arcano senso delle cose, un mondo pieno di presenze misteriose, no, no, che dico di essenze palesi. Parlava il bosco, parlava la foglia che cadeva, il germoglio di vita che ancora non c’era.
Ed ora era l’affetto infinito di effetto finito per quel mondo fatto di fate, di spiriti in vicoli stretti, odore di sugo.
Profumava invece il presente che rammentava il passato, profumava di essenze cercate in terre di cui non si riesce neanche a dire il nome.
Così, gli mise la mano sul ventre. Ma che, ma che non si può pensare che sia quando è. Guardò la sua mano, era a ventaglio, la giro dal dorso al palmo e lesse nella sua memoria una storia che forse neppure era, ma che evinceva da una sensazione indelebile di una mano sul ventre.
Una donna dipinge una colonna dentro la vita di un’altra donna, il profondo di vedere oltre il visibile in visibilio.
Frida Kalo, Colonna spezzata


