Pnrr, la nuova parola magica della politica nel Covid

Pnrr, la nuova parola magica della politica nel Covid

29 Ottobre 2021 0 Di Fatto a Latina

La nuova parola magica della politica e, di riflesso, di tutto quello che ci ruota attorno è PNRR o, per gli anglofili, Recovery Plan.
Premetto che provo nei confronti degli anglicismi inutili la stessa benevolenza che prova Maxi Lopez per Maurito Icardi, ma, in questo caso, il termine italiano mi scatena addirittura l’orticaria. PNRR è infatti una sigla, che sta per Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Una cosa dagli echi gelliani con in più, dentro, la paroletta resilienza, che partita dai corsi motivazionali ha invaso il dire comune, come hanno fatto in passato gli insopportabili aggettivi olistico e performante. Adesso pare faccia tanto serio ed informato pronunciare la nuova parola magica, che chiunque abbia o aspiri ad avere un ruolo pubblico non riesce a fare a meno di sbatterla in mezzo ad ogni frase che pronuncia.
Talmente importante il tema del PNRR che ha azzerato le discussioni sull’imminente ritorno del fascismo, che aveva monopolizzato il dibattito pubblico fino alle elezioni amministrative.
Pareva cosa non più rinviabile lo scioglimento di un partito politico in odore di sedizione nera. Tutto dimenticato, tutto passato. Rapida, rispetto al passato, la sconfitta del fascismo e rapido altrettanto deve essere stato lo scioglimento del fascio-partito che manco ce ne siamo accorti. Oppure semplicemente tutto passa, come al solito dalle parti nostre, tra inutili chiacchiere e battibecchi da social networks.
A parte qualche nuova fiammata emozionale, magari sul DDL ZAN, è probabile che per le prossime settimane PNRR sarà il leitmotiv pubblico. Sulla bocca di tutti e tutte. Nei bar, nei ristornati, sui mezzi pubblici e nelle moderne tribune politiche, le piazze virtuali di Facebook e Twitter. I soldi del PNRR. I progetti del PNRR. Le linee guida del PNRR. Ci
finanzieremo il rinnovo contrattuale delle Forze dell’Ordine. Assumeremo nuovi medici e nuovi infermieri. Ristruttureremo gli edifici scolastici. Ripianeremo il debito pubblico. Rifaremo le strade. Aiuteremo le imprese in difficoltà. Digitalizzeremo tutta la pubblica amministrazione.
In realtà penso ci sia al riguardo un pò; troppo ottimismo e tanta semplificazione. Intanto il PNRR o Recovery Plan è, al momento, solo un progetto che l’Italia ha presentato alle istituzioni Europee, che hanno autorizzato un prestito di 221 miliardi di euro. Con che tempi arriveranno questi soldi, a chi e come verranno spesi in concreto è ancora tutto da capire. Sappiamo che dovranno seguire sei generiche direttrici di spesa, ma poco più.
Inoltre per arrivare in cassa dovranno essere accompagnati da una serie di riforme il cui percorso sarà tutt’altro che facile o agevole (Riforma PA, Giustizia, Fisco, Pensioni). Non è ancora certo, soprattutto, chi gestirà le leve delle risorse e quando saranno disponibili.
Non è da escludere che se rimarrà in sella Draghi, questi possa pensare di realizzare una struttura come quella che ha gestito la campagna di vaccinazione e metterci a capo un altro “suo figliuolo”. Tanto per dire quanto la questione sia, in pratica, lontana dai compiti e dai doveri della quasi totalità degli italiani. Se non lo si capisce possono verificarsi incresciosi fraintendimenti. Tipo quello capitato ad un neo-consigliere comunale di un centro della nostra provincia, che, forse novizio del ruolo e della dialettica elettorale, sì è fatto prendere un pò troppo la mano dall’enfasi di due mesi di propaganda politica. Il nostro valoroso rappresentante, dopo aver avuto certezza di essere stato eletto, avrebbe chiesto di incontrare il proprio datore di lavoro (pare senza manco attendere l’esito la composizione della Giunta Comunale) per comunicargli che nel prossimo futuro non potrà essere molto presente a lavoro causa soggiunti impegni istituzionali. Datore di Lavoro: “Si. Ho saputo. Complimenti. Non ci sono problemi. Puoi prendere tutti i permessi di cui necessiterai. Quanti te ne potranno servire? Uno o due a settimana, penso”: Neo-Consigliere affranto: “Molti di più”
Datore di Lavoro: “Caspita. Così tante riunioni si devono fare in Consiglio Comunale? Che dovrete mai decidere?” Neo-Consigliere serio: “Come cosa? Io dovrò gestire i fondi del PNRR!” Per oggi da Fantasy-Landia è tutto. Passo e chiudo.

Davide FacilePenna