Il falso specchio di Magritte

Il falso specchio di Magritte

3 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Pioggia sottile, tempo novembrino. La notte si allunga, si prolunga e il giorno si fa piccino. Il pensiero così si accoccola e non c’è voglia di andare via, restare con se. Lei era donna decisa, di quelle che hanno chiaro il confine, aveva una sapiente geografia dell’anima. Sapete le cose al loro posto e lei a posto con la sua vita, ordinate. Pareva così meticolosa. Ma? Ma capite che non siamo fatti per parlarci allo specchio anche se è una pura cura alla vanità, ma nasce il bisogno…

Lei si prese la briga di restare sulle sue, ma incontrò strani occhi. Già vero, strani occhi. Fu per vie inumane, ma gli occhi no. Li trovo puntati come un occhio di bue sul palcoscenico di legno dove si recita la vita. Si sentì attrice di una vita che non si aspettava. Quella luce tonda intorno a lei puntata su di una sedia. Palcoscenico scarno. Già scarno perché si recitava la sua anima davanti a quegli occhi, occhi strani.

Occhi che si facevano regia di questa reale recita e lei si trovò così nuda davanti alla scena da riscoprire l’incanto del suo corpo, il canto della sua personale bellezza. Non insistevano quegli occhi, erano invadenti.

Lei si rivestì con una sottoveste di raso, come a voler mettere tra lei e lo sguardo un sipario, ma la scena era intensa e il corpo le parlava di quella incidenza. Ora quel raso si faceva di certo come complice degli occhi.

Si sentiva così bambina ingenua e nello stesso tempo donna padrona di questa recita… se non fosse per quegli occhi. La pioggia aumentava, ticchettava sulla finestra. Era sola, ma con una solitudine così diversa. Il corpo le trasmetteva elettrici silenzi, i pensieri maliziavano. La pelle era al vento.

Ossessione di occhi appena appuntati su di un diario

Per la mia commozione c’è una ragazza al finestrino
Gli occhi verdi che sembrano di vetro
Corri e ferma quel treno fallo tornare indietro
Balla balla ballerino , Lucio Dalla

Ora prende un bicchiere di vino e lo beve, ma poco, offrendolo al destino. Strane presenze, strane presenza.

Un teatro, un proiettore e la vita che viene così reale da essere uno spettacolo.

 

Nella foto: Renè Magritte, falso specchio