Dalla Littoria città di Dio a, finalmente, Latina città degli uomini. La morte di una retorica
5 Novembre 2021Trattano, e la cosa non è “normale”.
Si incontrano, e la cosa non è “scontata”.
Parlano, ed è “rivoluzione”.
La Latina politica si trova a percorrere via inesplorate. L’epoca dell'”esclusiva” zaccheiana, il tempo della “bastevolezza” colettiana, del “sovranismo” delle parti ha lasciato il posto alla multilateralità di oggi. Hanno perso, tutti, l’arroganza per una nuova consapevolezza: nessuno si basta.
Ma come mutare testa? Zaccheo si perde dietro la ricerca di traditori che non esistono, Coletta fa altrettanto dietro amici che pensava di non avere.
Sono naviganti senza bussola e non conoscono questo cielo.
Ma, ma sono come i peperoni, si ripropongono come erano: Zaccheo con i castelli in aria, Coletta con la sacerdotale venerazione dell’onestà… nessuno nella prassi delle possibilità.
La Lega chiede a Coletta di chiedere scusa, non scusandosi loro mai. La politica da torti o ragioni, ma non si scusa mai. Salvini si scusa con Giorgetti, Salvini si scusa di aver governato con Conte?, ora con Draghi? In Lombardia con Fratelli d’Italia a Roma contro?
La politica non si scusa perchè non può, e fa il possibile con ciò che è. Non è, la politica, il luogo della citta ideale, ma le possibilità di ridurre l’errore nella città reale.
La città di Dio non ha bisogno di fogne, quella degli uomini sì come diceva Sant’Agostino.
A Latina non ci sono più i sacerdoti, anche se coloro che lo furono ancora non l’hanno capito.
E’ morta la città ideale, quella Littoria che non è mai esistita, è nata (rinata) la Latina delle tante Latina che ha dentro.
Nella foto: De Chirico, la città ideale



Che parola importante hai detto:
Onestà
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Non avremo più politici in Latina
e l’ tornerebbe respirabile