Gli assessori di Coletta? Io non sceglierei i migliori ma i più umani
10 Novembre 2021Damiano Coletta si sta arrovellando sulla scelta degli assessori. Faccio gli amici? Faccio i sapienti? Faccio quelli che piacciono? Li scelgo per estetica? Li nomino per concorso? Faccio una gara podistica da Latina al mare i primi 9 li nomino?
Io non vorrei essere lui, ma restando me (e non dovendo scegliere, a parlare si fa presto), non userei alcuno di questi criteri, li sceglierei “umani”.
Cioè capaci di interagire con una città che è così sola teatro di guerre non sue.
Cercherei gente capace di salutare, di fermarsi a parlare, che sa ascoltare e poi fare. Gente che non cerca verifiche alla sua capacità, ma umilmente cerca i bisogni della città.
Il sindaco cita sempre Giorgio La Pira che non usava altro criterio che la risposta all’umano ed è quasi santo. Qui di santi non ce ne sono, ma gente che ha presente il bisogno degli altri sì. Sceglili così, anche che non sappiano fare ma pronti ad imparare.
Se puoi, ma questo mi rendo conto è troppo, che abbiano anche un ideale, una idea per cui sono disposti anche a pagare, a rimetterci. Chiedi sensibilità prima di ogni abilità.
Cercali anche nei comuni intorno, Latina è capitale e ogni capitale è tale se è generosa con la sua periferia. Parigi si è scelta un sindaco, Anne Hidalgo nata in Spagna e che forse (spero) diventerà anche Presidente di Francia. Parigi non è proprio niente. Ecco cerca umanità, la città ha bisogno di questo come antefatto, poi verrà fatto. Hai una occasione storica sei sindaco non vincolato neanche a te stesso gioca alla grande.
Chiudo questo “sermone” (laico, manco io mi sopporto più, ma non mi posso dimettere da me) citando Pietro Gambadilegno: “se vuoi essere grande devi pensare alla grande”.



Caro Direttore, chiedi che Coletta scelga degli ” assessori umani ” che sappiano almeno salutare, oltre alle capacità minime per ricoprire un incarico per la nostra città. Hai un po’ sbagliato, nel senso che dovevi rivolgere l’ invito “al saluto “, allo stesso sindaco, che passa diritto e non rivolge né lo sguardo, né una buona occhiata agli altri. Spero che la situazione di difficoltà in cui si trova lo faccia recedere dal suo atteggiamento di superiorità nei confronti del cittadino comune.