L’estasi di Maddalena, l’umanità in Caravaggio

L’estasi di Maddalena, l’umanità in Caravaggio

19 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Come tutti i figli degli uomini, il figlio di Giuseppe e Maria nacque sporco del sangue di sua madre, vischioso delle sue mucosità e soffrendo in silenzio

Josè Saramago, il Vangelo secondo Gesù Cristo

 

Decise di farsi uomo per provare che si prova ad essere sua creatura lui che era creatore. E fattosi uomo incontra una donna, una creatura così perfetta da fare del creatore un innamorato, un ammirato, un amato.

Si chiama Maria Maddalena, sta con lui nei vangeli ufficiali quando conta, in quelli degli umani racconti nel percorso di farsi uomo.

Caravaggio ha il coraggio di dipingerla, ma non per darla alla devozione di penitenti, ma per donare la sua estasi alla comprensione del delirio che ha la felicità. Delirio di carni, di affetti, di fede, di coraggio.

Colori nitidi nel nero, testa coricata all’indietro e… quel Cristo che salva ogni umano ma che lascia, nel sacrificio, una umana sola. Un prezzo altissimo, lei sente che ha creato la carne, ha aggiunto la felicità, ha “scritto” il piacere, ha sentito l’aggiunta non prevista dal creatore ma creata dalle creature: l’amore. L’amore che i preti, gli ufficiali, staccano dal piacere ma Caravaggio lo riporta nell’estasi non di una donna, ma di ogni donna che ama.

Estasi, che è sentire ogni muscolo, ogni vibrante, ogni vena, ogni sangue.

Qui Caravaggio “spiega” in una “foto” la grandezza di una umanità di cui Dio si è innamorato, si è immortalato, ma che ha sentito sua, con i dubbi che la fanno diversa.

Lei sente il piacere, lei respira la presenza. Si chiama amor di Dio che per Maddalena è amor suo, di un uomo bellezza e ragione di creare.

Un quadro che scrive, descrive, che sente e non mente, non mente.

 

Maria Maddalena in estasi, Caravaggio