Boccioni, i conti con la madre

Boccioni, i conti con la madre

22 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Mia madre era bellissima, mia madre per me non invecchio mai. Morì così, come sospesa. La madre è ogni madre e comunque bellissima. Si dice che per ogni madre il figlio sia bellissimo, dico che per ogni figlio la madre è ogni vita. Ogni giorno commento un quadro oggi “incontro” Umberto Boccioni che dipinge la madre a spalle nude, capelli di neve con la polvere del vento che viene da sud.

Pudica, umana, materna e donna. Così, per il tempo, non ho mai visto mia madre, ma mia nonna sì, davanti la pettiniera. Si sistemava capelli lunghissimi, con pazienza. Lo specchio la riproduceva, lei si distendeva. Un momento unico, pudicamente intimo, che Boccioni ferma d’amore.

Per sognare ancora
Viva la mamma
Affezionata a quella gonna un po’ lunga
Così elegantemente anni cinquanta
Sempre così sincera
Viva la mamma
Viva le regole e le buone maniere
Quelle che non ho mai saputo imparare

Edoardo Bennato, Viva la mamma

E… resta in Boccioni il non detto, ciascuno di noi che la mamma vada via presto o si attardi restano con una domanda, con il bisogno inarrestabile della risposta di mamma. Un mal di testa mi uccide, pulsa nella mia testa e… sono un vecchio signore dalle forze in via di partenza, un signore che comincia a dimenticare le cose eppure vorrei che mamma lenisse questo dolore. Vorrei che per un attimo fosse qui a fare da scudo ad ogni male. Il quadro “ferma” questa mamma di cui attendiamo il ritorno da quel giorno che prese il suo fato e ci lasciò in mezzo a questo guado che chiamiamo vita.

Mi trovo con la mia lacrima, immagino che anche lui, Umberto Boccioni, l’ha dipinta allora ma per sempre e nei segni del pennello il grigio è attenuato dalla sua lacrima. E ogni nato ha una madre a cui chiedere consolazione

Diu vi salvi Regina
È madre universale
Per cui favor si sale
Al paradisu.

Voi siete gioa è risu
Di tutti i scunsulati
Di tutti i tribulati
Unica speme.

Francesco Di Girolamo, Dio vi salvi Regina

 

Umberto Boccioni, Controluce 1909