Latina e il nome di una città per via di nonne: Littoria e Piscinara
24 Novembre 2021Mia nonna Gilda (Gilda Pagin), classe 1914, una donnona veneta dalle guance rosse fuoco, quando dal podere 1048 doveva andare in città tuonava: “vago a Littoria”.
Noi, bimbi, pensavamo ad una distorsione dialettale, perché la città vicina si chiamava Latina
Nonna aveva mille e più ragioni per chiamare quelle 4 case, pure male cerite, con quel nome. Era il nome del suo tempo, per noi l’unica città che stava li vicino era, appunto, Latina. Latina ha avuto quel nome (quello che usava nonna), consentitemi l’opinione non esaltante, per 13 anni, per oltre 60 si è chiamata Latina e così si chiama ancora. Come Latina è passata da un paesetto tipo Sermoneta, ad una media città italiana. O, per dirla con De Gregori a “una grande città del nord”
Latina si chiama cosi e altro nome non può avere, il che non significa che prima non era Quadrato, prima ancora… andate indietro quanto volete fino a Satricum o prima ancora. Perché c’è sempre un prima, ma noi viviamo oggi.
Latina dovrebbe pensare al futuro, vivere il presente e lasciare il passato ai ricordi e agli storici.
Latina si chiama Latina e basta, nonna Gilda poteva permettersi di chiamarla come l’aveva conosciuta. Ma nonna è morta con mio grande dispiacere di nipote e con tutto l’affetto che ho nutrito per lei, in geografia non era una scheggia e sul nome della città vicina si ostinava a sbagliare.
PS: per nonna Pippa, quella di Sezze, che quelli in camicia nera li poteva veder poco per via che le piacevano di più i preti e Don Sturzo, si ostinava a chiamarla Piscinara.
Mai pronunciato né Littoria, né Latina. Per eleganza e un po’ di distacco. Anche quando arrivarono i democristiani lei non demordeva, con Piscinara. Ma anche lei non c’è più.
Dite io come la chiamo? Piscinara, naturalmente, perché resta una palude. Ma anche io mi sto facendo vecchio.
Nella foto Latina in costruzione


