25 novembre/ La violenza contro le donne e l’educazione sentimentale

25 novembre/ La violenza contro le donne e l’educazione sentimentale

25 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Una insegnante nel parlare del 25 novembre, la giornata contro la violenza alle donne, dice “manca l’educazione sentimentale”. Lo leggo su La Repubblica, non volevo scrivere di questo argomento ma mi colpisce l’argomento osato dalla insegnante.

Ma cosa è l’educazione sentimentale? Prima di tutto nell’espressione c’è la parola educazione che è il trasferimento di modi di essere, di fare, per rispettare se stessi e rispettare gli altri. Già questo è prima dose di vaccino contro il cattivo che è in noi, poi esistono i sentimenti.

Vedete avere un sentimento non autorizza ad essere padrone, in nome del sentir, dell’altro di cui sentiamo. Avere sentimento non vuol dire “pretendere” in cambio la medesima cosa, o pretendere quella cosa. Sentimento è sentirsi, rispettare e vivere il proprio sentire ma con un “nulla a pretendere”. Se ti innamori questo non vuol dire che “acquisti” il tuo amore, anzi.

Amor che nullo amato amar perdona scrive Dante nell’inferno. Vuol dire che l’amore è forte ma non pretende, e lo è così forte che perdona il non essere amato, anche se si soffre.

La professoressa insegnava ad una ragazza uccisa dall’ex fidanzato perché non voleva amarla, ma semplicemente possederla.

Il male è il possesso, che fa di sentimento “diritto di prelazione”, diritto di “predazione”.

Ci vuole educazione, ci vogliono sentimenti educati. Ci vuole rispetto, vita che si apre ad altra vita e non si chiude a nessuna vita.

Abbiamo bisogno di non pretendere, di accettare. Se una farfalla è bellissima, tanto da prenderla con le mani… se una rosa è bellissima tanto da strapparla con le mani… non abbiamo capito nulla del creato, delle sue creature, della bellezza. Altro non so, non so neanche se centra questo con questo giorno, ma questo ho sentiti di dover dire e l’ho detto.

L’articolo

Nel liceo scientifico Cannizzaro di Roma, Stefania Lombardi ha voluto dedicare due ore di lezione alla violenza di genere: lettura dei giornali, vignette, dialogo. La professoressa è stata l’insegnante di Sara Di Pietrantonio la ragazza uccisa del 2016 a Roma dall’ex fidanzato. “Quella tragedia è stata dirompente – racconta la professoressa – gli studenti vanno stimolati, loro probabilmente non sanno neanche di provare e di pensare determinate cose. Hanno ancora bisogno di essere guidati”. “Manca l’educazione sentimentale. È il problema più grande di questa generazione e da questo punto di vista li stiamo perdendo”.

La Repubblica