Green pass e la gente che mi sta intorno: cronaca di una educazione

Green pass e la gente che mi sta intorno: cronaca di una educazione

25 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Chiedo scusa in anticipo a ciascuno di voi. Non voglio insegnare, non voglio giudicare, voglio dirmi di me davanti ad un nemico cattivo, che uccide.

Il nemico è cattivo, si muove con astuzia ed io, non potendolo mostrare, ho paura.

Gigi Proietti cantava “Sono contento di morire, ma mi dispiace”. Mai cosa fu più vera. Mi dispiacerebbe morire, ma anche veder morire non mi piace.

Io la morte l’ho vista vicino, guardata negli occhi e non è cosa bella, morire senza poter respirare, poi, mi fa terrore.

Nella mia educazione siberiana c’è il “non dare fastidio agli altri, se puoi soffrì poco più te, ma rispetta gli altri”.

Per queste due ragioni, una egoistica una generosa nella mia medesima persona, mi sono vaccinato due volte ed ho prenotato la terza, sapendo che, se sarà necessario, ne farò altre.

So bene che prima o poi dovrò dipartire, ma lo vorrei aver fatto vivendo nel mezzo e senza dolore per me e per gli altri.

Non giudico i no vax, i no green, i no… sono cose che afferiscono alla loro coscienza, io ho tanti problemi con la mia.

Credo nella scienza, che è una bellissima magia. Credo che gli uomini capendo il mondo lo migliorano in una natura, che per sua natura, non è mai buona. Credo che se un altro conosce più cose di me gli debbo rispetto e merita la mia fiducia.

Per questo faccio ciò che sento: mi vaccino, mi sono vaccinato e mi vaccinerò.

Poi da ragazzo scelsi Galileo e non il cardinale Bellarmino, scelsi la conoscenza e non il pregiudizio. La libertà è per me non aver paura, chi ha paura non è libero per definizione.

Liberamente per rispetto della libertà degli altri sento che vaccinarmi è mio dovere.

 

Nella foto: Galileo Galilei