Pina Sorrentino porta le sue idee a Bologna, ma nel cuore avrà sempre Latina

Pina Sorrentino porta le sue idee a Bologna, ma nel cuore avrà sempre Latina

5 Dicembre 2021 0 Di Emilio Andreoli

A Latina non si può dire siano mancate le idee, molte magari non sono state realizzate, ma non è facile realizzare un pensiero perché ci vuole intraprendenza, volontà e impegno, calcolando anche una forte dose di rischio. A volte può andar bene e a volte può andar male, se però uno ci crede fortemente dovrebbe tentare. Certo per le donne è sempre stato più complicato, marito, figli, casa e mettiamoci pure il retaggio culturale, ma se una donna supera tutti questi ostacoli non la ferma più nessuno e lo dico perché ne ho la prova, si chiama Pina Sorrentino. Vi racconto di lei perché ha deciso di lasciare Latina dopo cinquant’anni vissuti qui, tra famiglia, commercio e non solo. Un saluto glielo dovevo, per amicizia e per ammirazione.

 

Il commercio è uno dei mestieri più complicati; oltre a essere sacrificante è pure molto rischioso, ma è anche il mestiere in assoluto più formativo. Dopo che hai fatto il commerciante potresti fare l’avvocato, il commercialista, il tecnico, il magazziniere, l’uomo o la donna delle pulizie e soprattutto lo psicologo. Quando chiudi ti manca l’aria, ti mancano le persone, ti manca la socializzazione e il tempo ti è nemico perché sembra non passare mai e la nostalgia ti travolge. Però ti rimangono gli anticorpi perché i commercianti non possono ammalarsi, in vent’anni ho avuto una sola influenza durata tre giorni, guarda la sfiga, il 24, 25 e 26 dicembre del 2004.

Tutto ciò potrebbe accadere anche a Pina Sorrentino che dopo cinquant’anni di commercio ha deciso di lasciare l’attività e trasferirsi a Bologna dove vive sua figlia e il resto della famiglia, ma sono convinto che lei reagirà e non si lascerà sopraffare dalla malinconia. Iniziò nel lontano 1972 con una profumeria in centro a trenta metri dal mio negozio, l’aveva rilevata da una bella signora ebrea di nome Batya che io ricordo molto bene: rossa di capelli, viso lentigginoso, con due bellissimi occhi chiari e la erre moscia che le donava ancora più fascino.

Era sposata con Amedeo Zarfati, un uomo molto intelligente ed intuitivo, anch’egli ebreo. Avevano deciso di trasferirsi in Israele a Tel Aviv, città di origine della signora Batya, e cedevano l’attività. Pina era allora una giovane cliente, ogni fine settimana da Roma veniva a Latina per trovare il resto della famiglia e comprava sempre qualcosa in quella profumeria. Un giorno il signor Amedeo le fece la proposta, perché aveva visto in lei l’intraprendenza e la spigliatezza di cui necessita un commerciante. Lei non ci pensò molto, lo disse al papà che le consigliò subito di accettare. Inizia così la storia commerciale di Pina Sorrentino.

Pina Sorrentino da Potenza a Latina

Pina Sorrentino nasce a Potenza l’11 ottobre del 1949, seconda e ultima figlia. La sorella più grande si chiama Marinella a cui lei è molto legata. Il papà Osvaldo è un responsabile dell’INAM (oggi USL) e la Mamma, Emilia, è insegnante di scuola elementare. Pina è una ragazza molto sveglia, precoce in tutto, a tredici anni si innamora di Amedeo, un ragazzo universitario di diciannove anni, anche se lei vuole prima studiare. Dopo le magistrali si trasferisce a Salerno per frequentare la facoltà del magistero (dal 1995 trasformata in scienze della formazione).

Una giovanissima Pina Sorrentino negli anni sessanta

Il suo fidanzato nel frattempo si laurea in Fisica e viene assunto a Ivrea dalla Olivetti. Lei lo segue e nel 1971 finalmente si sposano a Roma, con la promessa di andare via presto da Ivrea. E così dopo qualche mese accade che Amedeo venga assunto a Roma da una grande azienda di Stato. Nel frattempo la sorella Marinella con il marito si trasferiscono a Latina, lei insegna nelle scuole medie e lui lavora al Monte dei Paschi di Siena. Anche i suoi genitori arrivano a Latina dove la signora Emilia insegna alla scuola elementare di via Cialdini. Nel 1972 arriva anche Pina, ha ventitre anni quando rileva la profumeria dei Zarfati.

Pina dimostra subito capacità comunicative e di socializzazioni, quel lavoro le calza a pennello. Latina l’ha accolta e lei accoglie Latina, sempre con il sorriso, nella sua profumeria. È da lì che nascono le sue prime amicizie. Ma il suo percorso professionale non si ferma lì. Pina ha voglia di fare, ha mille idee, una su tutte è stravagante e impossibile, quella di riunire in una associazione tutti i commercianti del centro, perché capisce che il vento sta cambiando e c’è bisogno di più coesione. Tenterà più volte, io sempre presente, ma i commercianti sono una razza difficile e quasi tutte le assemblee naufragheranno in chiacchiere.

Pina Sorrentino con il marito Amedeo. dal 1962 una lunghissima storia d’amore

Ma Pina tiene la capa tosta e nel 1993 viene eletta presidente dell’ASCOM (associazione commercianti di Confcommercio) per far sentire ancor di più la sua voce. Questo impegno la porterà a essere eletta anche nella giunta del consiglio di amministrazione della Camera di Commercio di Latina, prima donna ad avere questa carica. Per sette anni si batterà per conquistare le agevolazioni dell’imprenditoria femminile, e con il suo piglio ci riuscirà. Nell’ultimo anno addirittura ottiene la candidatura come presidente, ma per un solo voto non verrà eletta.

Ma gli impegni istituzionali non frenano la creatività di Pina, le sue idee commerciali continuano. Nel 2000 un brand nazionale le fa un’offerta per rilevare la sua profumeria a cui non può rinunciare. Ma senza negozio si sente persa e così dopo solo otto mesi si rimette in pista, e ne apre uno nuovo in via Sisto V, vicino Piazza San Marco. Lo chiama “Idea”, non poteva essere altrimenti. Abbandonati i prodotti di profumeria, mette in scena tutta la sua creativa eleganza, offrendo oggetti d’arredo, ma anche accessori per l’abbigliamento e alta bigiotteria. Insomma un punto vendita piacevolmente femminile e in piccola parte anche maschile.

Insegna del negozio “Idea” in via Sisto V di Pina Sorrentino

Intanto i suoi figli si sono trasferiti a L’Aquila per frequentare l’università, e lei per stare un po’ con loro, almeno il fine settimana, decide di aprire un’Idea anche lì, nel centro storico del bellissimo capoluogo abruzzese. I figli termineranno l’università nel 2008, e lei deciderà di chiudere, anche se ha un’ottima clientela alto spendente e gli affari le vanno più che bene. Tutto ciò avviene sei mesi prima dal grande terremoto che devasterà L’Aquila. Pina, oltre ad avere le idee, è anche fortunata.

Il saluto di Pina Sorrentino

Incontro Pina nel suo negozio, sta facendo degli sconti straordinari in questi giorni, l’8 dicembre sarà l’ultimo di apertura. La osservo mentre dispensa sorrisi, come sempre, alle sue care clienti. Però nei suoi occhi leggo anche molta commozione. Vorrebbe abbracciarle tutte, ma i tempi non lo permettono. Tra noi c’è un’amicizia lunga una vita, legata da un evento che non potrò mai dimenticare, la presentazione del mio primo libro il 12 dicembre del 2003. Perché nelle sue mille idee Pina aprì, in un edificio di fondazione in Corso della Repubblica, un’associazione culturale, Aspasia, dove organizzava piacevoli eventi culturali.

L’interno dell’elegante negozio “Idea” di Pina Sorrentino

Pina come mai questa decisione di trasferirti a Bologna?

Ormai i miei figli sono andati tutti via dopo gli studi. Riccardo lavora a Berlino, Emiliano a Torino, ma è in procinto di partire per Dubai, Rossella fa l’archeologa a Bologna e quindi è la più vicina. Poi lì c’è anche il marito di mia sorella, che è venuta a mancare qualche anno fa, e mia nipote

E tu cosa provi per questa decisione?

 Da una parte mi esalta avvicinarmi alla famiglia, dall’altra mi spaventa la mancanza dei rapporti con le persone che conosco, lascerò il mondo di tutta una vita

Tu provieni da Potenza, ma cosa ti resterà di Latina e cosa ha rappresentato per te questa città?

 Sono ovviamente legata alle mie origini potentine, ma il mio cuore resterà legato per sempre a Latina, perché ha rappresentato la parte più lunga e importante della mia vita” La mascherina aiuta a nascondere le sue emozioni, ma gli occhi lucidi tradiscono la commozione.

So che tu fai parte di un club mondiale fatto da solo donne, di cosa si tratta?

Si chiama Soroptimist, sarebbe troppo lungo spiegarlo in due righe, è un’associazione che dà voce alle donne e sostiene i diritti umani per tutti. Ti invito a dare un’occhiata al nostro sito per approfondire. Io per qualche tempo sono stata presidente di Latina e poi anche presidente vicario nazionale

Non ti sei fatta mancare nulla?! Pina sorride e aggiunge:

Ti aspetto l’8 dicembre in via Sisto V alle 18:00 al civico 19 per festeggiare insieme la mia uscita di scena

La città senza Pina sarà senz’altro più povera di idee… e sapete come andrà a finire? Che un’Idea arriverà a Bologna. Io aspetto un invito e se davvero dovesse accadere, andrò. Cara Pina tu saluti Latina e Latina saluta te. Grazie per tutto quello che hai portato in questa città, eleganza, allegria, grinta e tante idee. In bocca al lupo per la tua nuova avventura. Noi saremo sempre qui ad aspettarti anche solo per un abbraccio.