La donna in un quadro di Gesù morto

La donna in un quadro di Gesù morto

4 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Guardate guardate quel Nazareno, così disteso da non soffrire. Guardatelo per carità, pare la carità che avete ora nella vostra vita sicura, quella che non verranno a chiedervi conto come hanno fatto con lui per colpe non sue, per virtù non sue, paga per il padre di cui è figlio. Guardatelo ha accanto angeli, ma è un Dio senza vita, gli angeli sono di un’altra vita. Solo una donna, solo lei accanto con il dolore che conoscono solo le anime che hanno fatto di più di creare, hanno amato.

Maddalena, si chiama, Maria di Magdala. Lo ha confortato in vita, lo dispera vivo, lo dispera umano come umano lo ha confortato, aiutato, sentito, vissuto. Lei, forse l’unica che in questo breve passo qui da basso gli ha detto ad un orecchio un segreto che non puoi dire ad alcuno ma che è la verità: di amare

“Maria di Magdala posa una mano sulla spalla di Gesù e dice, Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte, a quel punto Gesù lasciò ricadere le braccia e si allontanò per piangere

Saramago, Il vangelo secondo Gesù

Lei sente forte, sente unica, sente sola la impossibile rassegnazione per un uomo che muore in un dio che risorgerà, ma che non sarà lo stesso.

Il quadro è così forte che strappa l’umano e non c’è una goccia di sangue, alcun segno di violenza, di umano sacrificio al disegno divino, solo lei. Solo lei la donna che lo ha conosciuto e non ha chiesto alcun miracolo. Non pani, non pesci, non acqua che si fa vino, non resurrezioni ma solo attenzioni. Lei a Dio ha ringraziato, ridato la Grazia, perché aveva nel cuore l’umano conosciuto.

Solo lei il dolore, il dono che hanno gli uomini che lasciano i ricordi, umani ricordi.

Tiene alto il braccio per la sua mano e con l’altra pare dire: questo era un poco mio, del resto chiedete a Dio ma io ho nel cuore lui come era, e così sarà per sempre.

Un quadro di un amore che non si può dire ma scandire.

 

 CRISTO MORTO CON LA MADDALENA E GLI ANGELI, 1616 Alessandro Turchi  detto Orbetto
(Verona 1578 – Roma 1649). Galleria Borghese, Roma