Susi hub, ma perchè a Latina “chiaccarate n’trui”. La babele di una città senza “parole sue”

Susi hub, ma perchè a Latina “chiaccarate n’trui”. La babele di una città senza “parole sue”

17 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Le genti del bel paese là dove ‘l sì suona

Dante, Divina Commedia (Inf. XXXIII, vv. 79-80)

 

Ha aperto da poco o tra poco aprirà in Corso della Repubblica a Latina, la scritta dice “Susi hub”. Ma che sarà? L’hub è un punto di raccolta, in italiano sarebbe quindi, “Susi punto di raccolta”. Ora cosa vuol dire non si sa, ma ignoro questa lingua parlata in centro a Latina fatta di merry christmas, cosmetic’s, since…

E pensare che chi 89 anni fa mise insieme le 4 case che fanno città cerco di arginare l’invasione linguistica straniera chiamando: il buffet “rinfresco; sandwich “tramezzino”; croissant “cornetto”; booking “prenotazione”; water-closet “sciacquone” ; whisky “acquavite”; garage “rimessa”; bidet “bidè”; alcool “alcole”; cognac “arzente”.

Ora il nostro si rivolterebbe nella tomba a vedere un negozio di abbigliamento essere chiamato hub, a leggere il merry christmas invece del, decisamente più bello buon Natale.

Ci sentiamo fichi se ci vestiamo di inglesismo: del resto l’italiana “ritirata” per indicare il bagno è meno virile dell’anglosassone WC, scrivere poi “Susi, negozio di abbigliamento” non tende rispetto a “Susi hub”. Poi che hub con le stoffe non ha nulla a che fare ma con l’aeroporto tanto, è dettaglio.

Latina prende il volo, anzi no: acquista un maglione illudendosi di volare.

Eppure lì, in quel palazzo, tutti i sarti di Latina e provincia hanno provato, trovato, acquistato filati sopraffini di manifatture di ogni parte del mondo sotto l’italianissima scritta “Porfiri”, Magari una scritta “Susi, negozio di manifatture già Porfiri”, sarebbe stato elegantissimo.

Benvenuti nel non luogo, dove puoi far tutto tanto non c’è alcun orgoglio di essere se stessi.

E in Comune rispondono con una citazione di Bombolo “Daje Latina”, mio dio che città piccina.

Attendo interrogazione della destra locale… a scusate è impegnata a trattare gli assessorati,

Morale della favola: torniamo a parlare come sappiamo stare a tavola, con la lingua di Dante, di Verdi, della lirica e i dialetti di Camilleri, Chiominto, Porta, del genovese di De Andrè, del veneto di Goldoni.