Noi “patrioti” della terza dose sognando il Sol dell’avvenire

Noi “patrioti” della terza dose sognando il Sol dell’avvenire

24 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Noi, noi di questo bastardo posto dove anche l’aria era “male”, non ci domandiamo cosa può fare il mondo per noi, ma facciamo quello di cui il mondo, l’umanità ha bisogno. Siamo kennediani per istinto, generosamente socialisti per “dovere di classe”.

Eccoci, Statale Monti Lepini (che già il nome è figo), ex Rossi sud (la fabbrica della emancipazione operaia di centinaia di donne). Fila mostruosa, ci preoccupiamo, ma la guardia ci rassicura: “sono qui per la terza dose”. Ci indica una strada liberissima. Ci vado con orgoglio ai miei nonni avevano chiesto di salvare Trieste e Trento con la vita, ai nostri padri di invadere il mondo allo stesso prezzo, a me chiedono una puntura.

Manco a dire che nella sfortuna sono stato fortunato, mentre aspetto arriva, per caso il mio amico Amaretto (al secolo Giovanni di Trapano) con il fratello Fabrizio. Pronti per la Patria. Tra due ore mi seguirà Massimo Passamonti con la medesima patriottica convinzione.

(Massimo Passamonti alla prima dose di vaccino, Roma, Nuvola)

Facciamo la fila breve, ci chiamano chiedono del “tipo di vaccino”, rispondo: “non chiedo mai il modello del fucile che la Patria mi da, sparo al nemico comunque e…”. L’operatore legge i documenti: “siete di Sezze, si vede… un altro passo. Io sono di Norma”. Dopo avergli detto che Massimo, seguirà a breve, seguo il destino di questa battaglia bastarda. Da noi non sentirà un lamento. La dottoressa, è giovanissima e professionale (ma rispetto a noi sono tuti giovani) ci chiede “di cosa soffrite?” “Di vita, soffriamo tremendamente di vita e la vogliamo vivere tutta”. Ci fa passare alla “puntura”, mostriamo eroici la spalla, l’infermiera colpisce.

Dentro di noi siamo gli stessi bimbi che della puntura non avevamo paura ma terrore, ma “i bimbi non piangono” e noi non piangiamo.

Fatto. Fabrizio commenta: “non se sentiva niente, avè”. “Manco na puntura

No, non si sentiva niente, ma si sentiva forte il rumore di questa cavolo di coscienza che ci diceva, ci dice, e ci dirà che dobbiamo fare il nostro dovere verso gli altri, poi verso noi stessi, poi per non darla vinta a questa vita che si è presentata fin dall’inizio finita. Per farla stancare un poco. Usciamo come reduci di Caporetto che si posizionano sul Piave, ma pronti al congedo a spiegare perché.

Chiama Massimo due ore dopo: “Compagno ho fatto”.

Compagno, ho fatto. tre parole, ma dentro c’è la ragione di quel fare: lo abbiamo fatto perché vorremmo trovare in vita l’umanità il giorno che sorgerà l’avvenite con un bel sole caldo eguale per tutti, con la stessa luce per ciascuno e ciascuno libero di guardare dalla sua parte come vuole, con mille fiori.  L’abbiamo fatto perché per essere liberi dobbiamo prima restare vivi, per essere nella giustizia serve medesimo ingrediente.

Abbiamo una grande missione e mica possiamo “disertare”,

Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
Ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
Proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto
D’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
Vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
L’ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,

….

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
Solo i cinici e i codardi non si svegliano all’aurora:
Per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
E per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri.
L’ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
Anche l’anima dell’uomo ha toccato spesso il fondo,
Ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
Il nemico si fa d’ombra e s’ingarbuglia la matassa…

Francesco Guccini, Don Chisciotte

Solo i cinici e i codardi… e noi non siamo di questa risma. E chiudiamo la battaglia come chiudeva Giuseppe Saragat davanti alla storia: w l’Italia, w il socialismo

Nella foto: Lidano Grassucci e Fabrizio Di Trapano dopo la vaccinazione by Amaretto