Il mio fioretto al 2022
2 Gennaio 2022Gli anni sono come i grandi del Rosario: corrono e hai appena il tempo dell’orazione. Un’Ave Maria, un Padre Nostro ed è forse il solo tempo che hai per “raccomandarti”, se ci credi.
Altrimenti? Finiti i grani è finito tutto. E’ il 2022, di grani ne sono passati tanti, per me personalmente sono 61, un mare, dieci anni oltre mezzo secolo e piu’.
Quando nascevo io c’era Papa Giovanni, i russi facevano girare Gagarin intorno alla terra. Era una Ave Maria ingenua, oggi è con gli effetti speciali e viaggia via internet.
Cosa mi riprometto quest’anno?
Di pensare al talento, di dichiarare guerra al mediocre che per lustri ha pervaso me e il mondo.
Di dire agli idioti che idioti sono, ai somari non concederò la tolleranza che ho per coloro che si fanno domande su se stessi e quindi cercano di capire gli anni.
Perché al 61esinmo grano del Rosario della mia vita ho capito che il cretino è cretino e sono ha ragione, il povero non è chi non ha denaro ma chi vive, con il denaro, da miserabile.
E’ miserabile chi vive in ragione non delle sue virtu’ ma delle difficoltà del prossimo, è chi non riconosce i propri errori. Ho spesso creduto che colline fossero montagne, acqua putrida e ferma fosse figlia di un impetuoso e orgoglioso fiume.
Ho voluto vedere la grandezza dell’acqua che scendeva dal monte in quella pozza di puzzolente stasi, di mediocrità.
Questo farò quest’anno, reciterò una bella orazione all’orgoglio, del resto come dice l’Ave Maria: “piena di Grazia”.
Ecco e la Grazia è quel dono che non è “pieno” in tutti, anzi in taluni è cupidigia e mediocrità.
Grazia piena.


