Latina, la città senza fantasmi e si sente

Latina, la città senza fantasmi e si sente

21 Gennaio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro… È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso

Karl Marx e Friedrich Engels, Manifesto del Partito Comunista

Sapete sono razionale ed inizio con una citazione di tutta ragione, quella dei padri del socialismo, ma guarda caso citano prima di ogni cosa, di ogni altra cosa, gli spettri i fantasmi. I fantasmi, indubbiamente, non ci sono ma nonostante questo restano necessari.

Vengo da un posto che di fantasmi ne ha due: i Bobbo e la Femminuccia. Due uno maschio e una femmina che vivono in vicoli stretti, che ti accompagnano o mettono paura in vicoli stretti. A Latina le strade sono larghe, le luci tante, e mille marciapiedi seppur malmessi. La notte si sentono gli stereo a palla delle macchinine, i “volumi” delle televisioni, il vuoto di edifici ad angolo grandi e vuoti anche per “questi fantasmi”. Non c’è odore di sugo, non ci sono i passi corti con il rumore dei tacchi che chiamano i fantasmi a fare un poco di paura al viandante.

Direte, bene è che non ci sono i fantasmi… confessiamolo ci sentiamo tutti parigini per via anche della consapevolezza che al Louvre a Parigi c’è Belfagor e lo diceva anche la nostra televisione in bianco e nero.

I castelli inglesi dentro paesaggi dove piove sempre si amano perché assomigliano tanto al Castello di Canterville raccontato, con ironia, da Oscar Wilde.

Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più dice l’inglese degli uomini ma per le città fa lo stesso e se vivi hai bisogno anche delle paure.

Anna Bolena vaga nella Torre di Londra con sotto il braccio la propria testa e Londra è stata capitale del mondo

Amiamo la Bella Ninfa che gira per il mondo come bellezza nella natura viva in una città morta, ma li… ma li c’è una fanciulla così bella da avere amore difficile per sempre tra la torre e il lago con l’amato Martino.

Se non hai un fantasma non sei nella storia, sei antistorica, sei luogo da cui anche l’oltre morte fugge per noia, banalità, insipienza. Il fantasma è come un timbro che la storia mette ai posti per non fargli perdere la memoria.

Servono i fantasmi, si evocano, si raccontano nelle notti fredde davanti alla luce e al calore tremulo del camino. Questo manca qui, manca un fantasma e manca tanto proprio perché:

I fantasmi non esistono, li abbiamo creati noi, siamo noi i fantasmi.
Eduardo De Filippo