L’agro nel gelo, risveglio a meno 4

L’agro nel gelo, risveglio a meno 4

26 Gennaio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Tempo di merla, tempo di burian, tempo di gelo. Mi sveglio e l’auto mi dice meno 4. Sì, meno quattro. Ingaggio una sfida col ghiaccio che mi oscura la vista dal parabrezza anteriore. I gatti si guardano bene dal venirmi a salutare, ma la luna è bellissima in un cielo pulito dal gelo.

Mia madre era cispadana dura, ma di questo tempo e solo di questo tempo mi diceva di coprirmi, di non prendere freddo. Viene dalla Siberia, raccoglie il freddo delle foreste, delle steppe e poi corre come Attila.

Fa freddo, la campagna è bianca si è come nascosta. Chi dice che qui non fa freddo, qui è così freddo quando è freddo.

Pulisco i vetri con l’alcol, lo “spirito”, i vetri si “asciugano”, ma il gelo torna subito.

Brivido un poco, mi prende la voglia di nido, di quando da bimbo non volevo alzarmi uscire dall’imbottita piena di penne d’oche conosciute di persona o di cui avevo amicizia con le nipoti che sarebbero uscite nell’aia con il sole.

Solo, è buio, gelo e luna forse la bellezza è così, non ci sono rumori, anche gli uccelli evitano il volo e la civetta e il gufo sono andati a dormire per il loro noto odio del sole.

Capisco il mio gatto, lo rivedrò a caldo giorno fatto. Ora ciascuno è nel suo nido.