Ciao Frenk
31 Gennaio 2022Quando muore qualcuno della mia generazione è come se un pezzetto di Latina se ne fosse andato. E oggi mi sento così, un po’ diminuito, dopo aver saputo dell’improvvisa scomparsa di Frenk, un amico piazzarolo doc…
Era il 1984 e Franco Pasquadibisceglie aveva appena finito la naia nella Marina Militare dopo aver partecipato a una missione in Libano. Era felice di essere tornato nella sua Latina e dai suoi tanti amici. Amava la vita spericolata, ma sempre vissuta con leggerezza, anche quando il destino non gli fece sconti.
Lo chiamavano Frenk il tosto, da giovane una roccia, con una testa così dura che quando quell’estate del 1984 cadde con la moto sulla strada litoranea tra il Circeo e Sabaudia, a causa delle radici degli alberi, la sua testa resse al confronto di un paracarro in cemento. Certo da allora la sua vita cambiò radicalmente. Fece i conti con quell’inumano scontro, anche se era rimasto il ragazzo di sempre, sincero, amabile e affettuoso. Lo tormentavano i terribili mal di testa, ma poi si curava e andava avanti. Lo conoscevo da ragazzino, quando Latina era così piccola che era impossibile non incontrarsi.
Al bar Di Russo, al giro di Peppe, allo stadio, questi erano i posti dove ci incontravamo frequentemente. E poi negli ultimi anni in piazza del popolo, sotto il portico del Circolo Cittadino. E ogni volta due chiacchiere e via…
Quelle due chiacchiere mi mancheranno.
Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte, fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto sì
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormono mai
Voglio una vita di quelle che non si sa mai
E poi ci troveremo come le stars
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non c’incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio
Ognuno diverso
E ognuno in fondo perso
Dentro i fatti suoi
Vasco Rossi “Vita spericolata”
Ciao Frenk

