Ennio, un documentario? Vai a vedere un maestro ne trovi due
1 Febbraio 2022Si va al cinema per conoscere un Maestro e se ne trovano due. È quello che accade andando a vedere Ennio di Giuseppe Tornatore. Uno è il grande compositore, l’altro è il regista che gli ha dedicato questo film. Certo: il valore straordinario di entrambi, Morricone e Tornatore, lo si conosceva a prescindere da questo documentario, ma qui troviamo concentrato un rapporto di collaborazione e di stima reciproca che durava dal 1987, quando colui che già era un Maestro riconosciuto a livello mondiale accettò di scrivere la colonna sonora del film d’esordio di uno sconosciuto giovanotto. E da quel momento, da Nuovo Cinema Paradiso, il Maestro avrebbe composto tutte le colonne sonore di quel ragazzo che stava diventando uno dei più importanti registi del cinema italiano.
Ennio è un documentario. E sono in molti a pensare che il documentario sia una forma minore di cinema, qualcosa che ha a che fare soltanto con il mondo della divulgazione, della didattica, insomma qualcosa che è di norma noioso ed eccezionalmente interessante. Ma non più che interessante.
Il documentario, se fatto bene, è invece arte cinematografica tout court. E chi se ne volesse convincere può andare a vedere Ennio.
I materiali usati sono quelli che conosciamo tutti: immagini di repertorio, brani di film e interviste, tante interviste: Nicola Piovani, Roland Joffé, Gianni Morandi, Hans Zimmer, Caterina Caselli, Franco Migliacci, i fratelli Taviani, John Williams, Joan Baez, Bruce Springsteen, Carlo Verdone, Oliver Stone. Ed è inutile proseguire l’elenco, perché sarebbe lunghissimo.
La maestria di Tornatore è quella di usare questi materiali per modellare una narrazione che è ritmo, passione, forma e contenuto, costruita per commuovere e far sorridere, senza forzare alcunché, lasciando alle parole e ai silenzi, alla mimica dei volti e a quella dei corpi, il compito di raccontare, riservando a se stesso ciò che è la quintessenza del mestiere del regista cinematografico: il taglio delle inquadrature e il ritmo del montaggio.
Dentro c’è tutta l’arte di Morricone: dagli inizi come suonatore di tromba, sulle orme di suo padre, agli esordi come arrangiatore per la RCA, dai suoi studi di composizione con il grande Goffredo Petrassi al successo come scrittore di musica da film.
Il filo rosso che lega questa lunga carriera è il tormento che Morricone ha portato sempre dentro di sé, la convinzione, cioè, di aver tradito la musica pura, quella che attraverso Petrassi lo portava fino a Stravinskij, per le colonne sonore, che fra i compositori di musica pura non viene considerata nemmeno musica. Il film racconta questo dolore profondo con cui Morricone ha convissuto a lungo, prendendo tardi coscienza di non aver compiuto alcun tradimento perché, al contrario, rivoluzionando il modo di arrangiare le canzonette popolari e quello di comporre colonne sonore, aveva già nella propria arte sottratto la musica colta a un certo snobismo intellettuale, portando Stravinskij dentro Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e i Mottetti alla Pierluigi da Palestrina dentro Mission.
Viene fuori, infine, l’uomo insieme al musicista. L’uomo che ritrova un suo vecchio compagno delle elementari di nome Sergio Leone e con il quale crea un sodalizio che è qualcosa di unico nella storia del cinema, un sodalizio che ha regalato alla nostra memoria collettiva pochi ma enormi capolavori, da Per un pugno di dollari a C’era una volta in America. L’uomo che nel 1956 sposa una donna, Maria Travia, con la quale dividerà tutta la vita, alla quale per prima fa ascoltare le sue composizioni per poi farle ascoltare ai registi soltanto dopo il placet di lei. Presenza silenziosa e invisibile che il Maestro, in lacrime, ringrazierà sul palcoscenico del Kodak Theatre di Hollywood nel 2007, quando riceverà l’Oscar alla carriera.
Presentato alla Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia il 10 settembre 2021, il 29 e 30 gennaio scorsi Ennio è stato presentato in anteprima in diverse sale italiane e uscirà ufficialmente il prossimo 17 febbraio. Per ogni appassionato di cinema è un appuntamento da non mancare.


